Cao “fabbrica dei dentisti abusivi sempre più organizzata”. Sistema illegale di turismo formativo difficile da contrastare

| 23/09/2010 15:47

Lauree in odontoiatria prese in Sudamerica, alla fine di percorsi di studi non adeguati agli standard formativi europei. Poi, grazie ad accordi bilaterali, riconosciute in Spagna. Da qui, equiparate infine, secondo le procedure europee, a quelle italiane. E non è l'unico stratagemma. Esiste un vero e proprio 'turismo formativo', con titoli professionali acquisiti in Romania o Bulgaria senza aver dato un esame o frequentato una lezione, ma validi a tutti gli effetti anche nel nostro Paese. E' la "fabbrica dei dentisti abusivi", come la definisce il presidente della Commissione dell'Albo degli Odontoiatri (Cao) nazionale, Giuseppe Renzo, che ha in programma due incontri sul tema.

Per denunciare il problema e portarlo all'attenzione delle Istituzioni europee e italiane, infatti, la Cao organizza un doppio appuntamento: domani a Bruxelles e a Taormina il 17 e il 18 settembre."Siamo di fronte a una vera e propria organizzazione criminale, che si diffonde anche a livello europeo, e contro la quale il ministero della Salute, che è l'autorità competente a verificare la correttezza dei percorsi formativi, si trova con pochi appigli legali, nonostante il totale impegno e la grande professionalità di chi vi opera, mentre gli avvocati che difendono in maniera disinvolta i 'laureati' hanno gioco facile. I titoli, infatti, sono corretti dal punto di vista formale, anche se non sono in grado, nella pratica, di garantire il corretto apprendimento e quindi un adeguato svolgimento della professione". "Ultimamente - continua Renzo - si stanno sviluppando anche altri escamotage: quello, ad esempio, che con una forma di pubblicità aggressiva invita i nostri giovani a frequentare corsi di laurea non meglio specificati e inesistenti presso università spagnole (mediate da presunte succursali istituite in alcuni centri urbani del meridione d'Italia), con un breve periodo di preparazione e senza selezione, bypassando il numero chiuso e seguendo la stessa metodologia dei corsi di laurea triennali". Ma questo è solo uno dei nuovi volti dell'abusivismo contro il quale la Cao è da anni impegnata in collaborazione con i Nas, il ministero della Salute, l'università. Un fenomeno che ha numeri impressionanti: 15.000 professionisti abusivi (contro i quasi 57.000 iscritti all'Albo) operano in Italia, spesso in condizioni igieniche precarie, con il rischio di diffusione di malattie come l'Aids o l'epatite. Sul tema, domani a Bruxelles, una 'task force' italiana capitanata dal presidente Renzo, e composta da delegati della Cao, del ministero della Salute e dell'Università, incontrerà il Commissario europeo alla Salute e alle Politiche dei consumatori, John Dalli. E la Cao, nella convinzione che questi temi non possano essere risolti con incontri sporadici, annuncia Renzo, intende "aprire, proprio a Bruxelles, una 'Casa europea dell'odontoiatria', vale a dire una postazione fissa che permetta un dialogo costante e senza interruzioni con le istituzioni comunitarie, per la difesa della salute dei cittadini d'Europa".

Fonte: CAO

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