Il robot va in aiuto all'urologo

Redazione DottNet | 28/09/2008 08:46

  Il robot come medico di eccellenza negli interventi chirurgici di urologia. La robotica è, infatti, l'ultima frontiera della chirurgia urologica e l'Italia è il secondo paese al mondo per utilizzo.

 L'urologia è infatti la branca della medicina dove si registra un grande impiego della robotica: ''Su 27 robot presenti in sala operatoria - spiegano gli urologi - la metà si trova in strutture urologiche''. Protagonista d'eccellenza il 'Robot Da Vinci': esperienze di centri pilota, affermano gli esperti, confermano l'importanza del suo utilizzo nella tecnica chirurgica, con la possibilità di ottimizzare i risultati oncologici prevenendo gli effetti collaterali quali incontinenza urinaria e disfunzione erettile. Con 1585 casi trattati in 29 ospedali alla fine del 2007, l'Italia è la seconda nazione al mondo per l'utilizzo di questa chirurgia. A detenere il primato sono gli Usa, mentre l'Italia supera Francia (18 ospedali con un robot in sala operatoria), Germania (13) e Regno Unito (9). Il Robot Da Vinci è costituito da 4 bracci operativi che ''lavorano'' materialmente sull'addome del paziente attraverso mini-incisioni cutanee, mentre il chirurgo siede ad una consolle di comando che trasmette i segnali ai bracci operativi in radiofrequenza. La vera rivoluzione consiste nella possibilità di eseguire movimenti di grandissima precisione. Tutto ciò si traduce in una minore incidenza di effetti collaterali e tempi di degenza per il paziente ridotti anche del 50%.

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