Farmacie e medici di famiglia, ecco i nuovi compiti

Redazione DottNet | 27/09/2010 10:27

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Nuovo passo in avanti per la farmacia dei servizi, che in un prossimo futuro sarà sempre più un presidio sanitario e anche un centro di primo soccorso, grazie all'introduzione di nuovi servizi per i cittadini. In attesa che la Conferenza Stato-Regioni dia il via libera ai quattro decreti attuativi della legge del 2009 che modificano e ampliano il ruolo delle farmacie sul territorio, anche se per l'approvazione bisognerà probabilmente aspettare la fine di ottobre, fanno sapere dal ministero della Salute, il Governo compie un altro passo sulla strada dell'annunciata riforma, approvando in Consiglio dei ministri un disegno di legge sulle Sperimentazioni cliniche al cui interno è contenuto un passaggio dedicato proprio alle farmacie.

 Che modifica il testo unico delle leggi sanitarie del 1934, sottolineando che "gli esercenti le professioni o arti sanitarie possono svolgere, in qualsiasi forma, la loro attività in farmacia, ad eccezione dei professionisti abilitati alla prescrizione di medicinali". La strada, dunque, sembra oramai delineata: via libera all'ingresso di "personale infermieristico" e "fisioterapisti" nelle farmacie, dove si potranno effettuare prestazioni "analitiche" ma anche "strumentali" e stop, invece, all'ingresso dei medici, nei confronti dei quali si erano levate nei mesi scorsi più di una perplessità da parte degli addetti ai lavori. Il ddl precisa inoltre che i medici non solo non potranno operare all'interno delle strutture ma non potranno avere convenzioni con le farmacie per la partecipazione agli utili. Pena una sanzione amministrativa da 5 mila a 20 mila euro. Decreti che provocheranno nelle farmacie una piccola rivoluzione, grazie ai nuovi servizi aggiuntivi: dalla partecipazione all'assistenza domiciliare integrata, ai programmi di educazione sanitaria e di farmacovigilanza, dalle prestazioni analitiche di prima istanza (esclusi i prelievi del sangue) alle prenotazioni di prestazioni specialistiche ambulatoriali, con relativo pagamento del ticket e ritiro del referto. Ma le farmacie saranno anche presidi socio-territoriali per coadiuvare il medico nello svolgimento dei suoi compiti. Nuove attribuzioni per psicologi e medici di famiglia. Questi ultimi messi al centro di un'organizzazione allargata che vada a coadiuvarli, in modo da offrire un servizio migliore ai pazienti. E' quanto emerso  al Festival della salute di Viareggio, durante il convegno "Nuove attribuzioni per i professionisti della salute", al quale ha partecipato la senatrice Dorina Bianchi (Udc).

In attesa che i decreti attuativi sanciscano questa nuova attribuzione di competenze, e della loro successiva conferma da parte della Conferenza Stato-Regioni, la senatrice Bianchi, ha  parlato dei nuovi ruoli, soffermandosi in particolare su quello delle farmacie. "Prenderanno finalmente il ruolo che gli compete nell'ambito del Ssn- ha spiegato- Non potevano restare una mera attività commerciale". Dunque farmacie come primi presidi socio-territoriali per coadiuvare il medico nello svolgimento dei suoi compiti. "Sarà necessario però - prosegue l'esponente dell'Udc- coordinare i diversi livelli organizzativi per non far pesare, sulle sole spalle del medico, le eventuali colpe di 'casi di malasanità magari imputabili a cattive gestioni organizzative. "Presente al dibattito anche Gabriele Peperoni, segretario nazionale Fnomceo, che ha sottolineato la "differenza tra ruolo delle farmacie e ruolo dei farmacisti. I farmacisti- prosegue Peperoni- possono aiutare i compiti del medico, ma non deve passare il messaggio che possano sostituirlo. Neanche per questioni di salute apparentemente poco rilevanti". Dello stesso avviso Fiorenzo Corti, presidente Fimmg, che ha riportato l'attenzione sul federalismo fiscale "un problema a monte della discussione- avverte- perché con l'effettivo avvio di una sanità di tipo federale molte Regioni non potranno permettersi di fare un discorso organizzativo di questo tipo, a causa di una mancanza di fondi. Gran parte delle Regioni meridionali sono alle prese con emergenze più gravi e si rischia di avere, ancor più di oggi, una sanità sviluppata in maniera poco omogenea nelle diverse realtà locali". Per il gruppo Libertà professionale, clicchi qui.