Medici e stato vegetativo: occorre un registro nazionale e annullare le disparità tra le regioni

Medicina Generale | | 27/09/2010 19:21

''Che cos'e' uno stato vegetativo? Quali sono i diversi stadi della malattia? E soprattutto che tipo di assistenza si fornisce ai pazienti?''. Sono alcuni dei temi affrontato oggi al convegno ''Medicina e stati vegetativi: progetto di ricerca osservazionale'' organizzato dall'ordine dei medici di Palermo. L'incontro nasce dalla necessita', manifestata gia' da mesi dall'ordine dei medici di Bologna, di comprendere meglio gli aspetti scientifici e i risvolti assistenziali che ruotano attorno ai malti in stato vegetativo. Un focus del dibattito e' stato, infatti, il livello di comprensione medico scientifica a cui gli esperti sono giunti finora e i livelli di assistenza ospedaliera e post ospedaliera forniti ai pazienti.

''E' la prima volta che si affronta un tema simile - dice Toti Amato, presidente dell'ordine dei medici di Palermo - nonostante da anni come medici lanciamo appelli alle istituzioni politiche e sanitarie per poter fare un censimento dei pazienti in stato vegetativo''. Al momento infatti non esiste un registro regionale o nazionale sul numero effettivo delle persone in stato vegetativo ''sulla casistica dei risvegli - continua Amato - e soprattutto sulla diversa tipologia dei post coma''. Per l'ordine dei medici ''un altro problema e' l'assistenza domiciliare di questi persone - precisa Amato - una volta dimesse dall'ospedale. In Lombardia i familiari hanno diritto a un bonus di 500 euro al mese. In Sicilia, invece, e' tutto sulle spalle dei parenti. Questo rende la convalescenza e la totale ripresa del paziente difficile se non impossibile''. Insomma l'assessore regionale alla Salute Massimo Russo ''dovrebbe nel suo piano di riforma sanitaria - conclude - prevedere interventi per potenziare l'assistenza territoriale o avviarla dove manca''.

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