Tecnica all'avanguardia al Bambino Gesù di Roma per la scoliosi congenita

Adelaide Terracciano | 29/09/2010 09:58

Un unico intervento di alta specialità per guarire le scoliosi congenite - che rappresentano il 10% di tutte le scoliosi - dovute alla presenza di una vertebra malformata che causa una deviazione della colonna vertebrale.  All'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù i casi di scoliosi congenita dovuta alla presenza di emivertebre o emispondili (vertebre cioè che per cause congenite hanno limitato il loro sviluppo a un semplice abbozzo e che, come delle zeppe infilate da un lato fra una vertebra e l'altra, provocano appunto l'incurvamento) vengono affrontati con un intervento chirurgico di alta specialità che prevede la rimozione dell'emispondilo solo per mezzo di un approccio posteriore della colonna e della stabilizzazione con viti peduncolari.

Le tecniche tradizionali nei casi di scoliosi congenita da emispondili prevedono invece interventi di blocco delle articolazioni colpite dalla patologia o il blocco del nucleo di crescita delle vertebre stesse. Entrambe le metodiche non portano però a una correzione della deformità in quanto l'emispondilo non viene rimosso. La metodologia messa a punto presso il Bambino Gesù elimina il ricorso alla rimozione dell’emispondilo per mezzo di un doppio approccio: anteriore, in cui viene rimossa la porzione del "corpo" dell'emispondilo; posteriore, nel quale viene rimossa la porzione arcale dell'emispondilo. Si elimina quindi il ricorso a due interventi chirurgici di notevole entità, invasività e importanza. Nell'esperienza maturata all'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù il trattamento di scoliosi da emispondilo avviene infatti solo e unicamente tramite un approccio per via posteriore, riducendo quindi in maniera significativa il trauma chirurgico. Non solo, quanto prima viene eseguito l'intervento, tanto più verrà risolta la scoliosi. L'intervento chirurgico dovrebbe essere eseguito il prima possibile (verso i 2 anni di età) al fine di evitare deformità sempre più severe e la necessità di usare mezzi di sintesi metallici molto estesi sulla colonna con lunga ed estesa perdita di mobilità dell'articolazione. Questa tecnica chirurgica, nelle scoliosi congenite da emispondilo, può essere considerata la sola via chirurgica che permette di risolvere completamente la scoliosi, con correzione della deformità attraverso un unico accesso (per via posteriore). Si ottiene inoltre un eccellente riallineamento della colonna sia sul piano frontale-coronale (scoliosi), sia sul piano laterale (cifosi); una ottima stabilizzazione e una limitata perdita di mobilità dell'articolazione (artrodesi); assenti o limitatissimi rischi di coinvolgimento neurologico; nessuna necessità di aggiungere una chirurgia anteriore (attraverso l’addome o il torace).

Fonte: Adnkronos

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