Codici, con la norma salva medici più malasanità

Redazione DottNet | 29/09/2010 18:31

"Mentre in Italia i cittadini muoiono in ospedale, presumibilmente per carenza di adeguate pratiche sanitarie, il Senato, in maniera assolutamente bipartisan, discuterà il Disegno di Legge che cancellerà ogni responsabilità medica in seguito a malpractice sanitaria". Lo afferma in una nota il Codici. Secondo l'associazione infatti, "il secondo punto all'ordine del giorno che sarà trattato dalla 12esima Commissione Permanente è: Disposizioni in materia di responsabilità professionale del personale sanitario e di qualità dell'assistenza sanitaria.

 Dalle proposte dei vari Senatori si evince che la struttura sanitaria può avviare azione disciplinare contro i dipendenti responsabili del danno qualora il fatto sia stato commesso con dolo o colpa grave. Solo in caso di dolo può essere avviata azione di rivalsa nei confronti dei sanitari responsabili; la responsabilità civile per danni a persone causate dal personale sanitario medico e non medico, occorsi in una struttura ospedaliera pubblica o privata, e' sempre a carico della struttura stessa; le aziende ospedaliere e universitarie, le aziende sanitarie locali, sono responsabili dei danni arrecati ai pazienti, o da questi comunque subiti nel corso dell'erogazione dei servizi sanitari, a meno che non dimostrino di aver adottato tutte le misure idonee ad evitarli". Per il Codici, "sorprende che, dopo i fatti di malasanità delle ultime settimane, da parte dei Senatori che sono chiamati ad esprimere un parere sul Disegno di Legge in questione, non ci siano ancora stati scatti di profonda indignazione - commenta il Segretario Nazionale Ivano Giacomelli - . Con queste proposte di legge, medici ed infermieri non risponderanno più dei danni che causano ai pazienti in conseguenza di imprudenza, imperizia e negligenza, neanche dal punto di vista disciplinare. Questo Disegno di Legge vuole escludere la responsabilità anche per colpa grave. E, di fronte a questo processo, Codici si indigna". L'associazione ha infatti da vari mesi lanciato l'iniziativa "Indigniamoci - Ci scippano la salute e la dignità" diffusa su tutto il territorio nazionale per protestare contro il declino del Servizio Sanitario.

Ecco alcuni dei piu' gravi errori medici avvenuti negli ultimi anni in Italia, con conseguenze spesso mortali per i pazienti: Una donna di 54 anni muore a Bologna dopo un intervento di asportazione di un rene durante il quale alla paziente erano state attribuite per errore le immagini radiologiche digitali (Uro-Tac) di un'altra paziente, con la stesso cognome.
A Milano, durante un aborto terapeutico per eliminare un feto malformato in una gravidanza gemellare, e' invece soppresso, per errore, quella sano. Poi e' interrotta anche la gestazione del feto rimasto.
La morte di un paziente causata da somministrazione di protossido d'azoto invece di ossigeno per errore nell'unita' di terapia intensiva coronarica dell'ospedale di Castellaneta (Taranto) fa aprire un'indagine su diversi pazienti morti nello stesso reparto. Dagli esami necroscopici, risulta che otto cardiopatici avrebbero respirato protossido di azoto al posto dell'ossigeno.
Un uomo di 65 anni, operato per l'applicazione di tre by-pass, muore a Trento in seguito ad una trasfusione effettuata con sacche di sangue sbagliato.
A Firenze gli organi espiantati da una donna sieropositiva sono impiantati su tre pazienti per un errore di trascrizione di un laboratorio di analisi di Pisa.
Una donna abruzzese di 70 anni, sofferente di ipertensione, muore a Civitanova Marche a causa di un farmaco che non tollerava somministratole nonostante la sostanza fosse indicata nella cartella clinica della paziente.
A Torino una donna di 76 anni muore per una trasfusione di sangue sbagliata. La paziente era stata ricoverata per difficolta' respiratorie e una anemia cronica acuta.

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