Stati vegetativi: gli ordini dei medici promuovono uno studio sull’accuratezza delle diagnosi

| 29/09/2010 16:15

"C'è anima viva" e può anche incontrare l'arte e, come accade da anni, il teatro. L'edizione 2010 della "Giornata dei risvegli" porta buone notizie. Non solo perché quest'anno entra in gioco anche l'arte per aiutare i "risvegli", ma perché l'Ordine dei medici di Bologna, assieme a quelli di altre 16 province italiane, vuole mettersi al lavoro su un progetto di ricerca che indagherà sull'accuratezza delle diagnosi degli stati vegetativi, da anni ferme a un margine di errore del 40%.

 

La differenza tra lo stato vegetativo e lo stato di coscienza minima, per esempio, spiega il direttore della Casa dei Risvegli, Roberto Piperno, non è cosa da poco. Su questo i medici italiani vogliono tentare di vederci più chiaro anche per avere indicazioni pratiche nel proprio codice deontologico. Ecco uno dei perché della ricerca annunciata dal presidente dell'Ordine dei medici di Bologna, Giancarlo Pizza, che sta cercando di raccogliere fondi per 300.000 euro. L'altra 'molla' dello studio riguarda l'assistenza delle persone in stato di coma, che in alcuni casi resta inadeguata per la convinzione che per il paziente ci sia poco o nulla da fare. Vi si incrociano tutti i temi di bioetica, nonché quello dell'aiuto delle famiglie colpite da eventi del genere. Dello studio si parlerà il 5 ottobre in un convegno, patrocinato anche dal ministero della Salute, in Cappella Farnese con inizio alle 14.30.

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