Farmacia del futuro: da negozio e centro servizi per la salute

Redazione DottNet | 02/10/2010 13:00

Da negozio dei farmaci a centro di salute e servizi, pianeta nella galassia del Servizio sanitario nazionale, capace di soddisfare i bisogni di clienti sempre più 'digitali' ed esigenti. Questa la farmacia del futuro disegnata dalla legge 69 del 2009, in attesa dei 4 decreti attuativi. Per traghettare i negozi con la croce verde italiani verso una rivoluzione che coinvolge anche  altri camici, dall'infermiere al fisioterapista, debutta a Milano 'Consorzio Farmacia': un marchio che da aprile ha guadagnato l'adesione di 170 esercizi tra Lombardia, Piemonte, Triveneto, Emilia Romagna, Toscana, Marche e Campania.

'In questa farmacia c'è il farmacista che ti sa ascoltare', è il logo che accomuna i negozi che aderiscono al progetto (quota associativa 250 euro), nato nel 2009, ma lanciato nel capoluogo lombardo, tenuto a battesimo con un primo convegno ufficiale. All'insegna del motto 'L'aggregazione per crescere nel cambiamento', Consorzio Farmacia offre un'ampia piattaforma di servizi articolata in 6 divisioni.

Dall'opportunità di acquistare prodotti scontati (6 mila tra farmaci etici, Otc, generici, rimedi naturali, cosmetici, alimenti e integratori) a un aiuto nella gestione intelligente del magazzino, dall'organizzazione delle vetrine e di campagne di comunicazione al pubblico alla possibilità di offrire agli utenti attività su misura e assistenza domiciliare.

Obiettivo: "Sburocratizzare le farmacie", riassume Pietro Muscatelli, amministratore delegato e ideatore del Consorzio, dopo "anni trascorsi nel backstage di una farmacia". Delegando incombenze a Consorzio Farmacia, spiega il direttore generale Rosario Marino (ex dirigente nel gruppo farmaceutico Rottapharm), "il farmacista potrà coltivare il rapporto con il suo paziente", svincolandosi dalla logica di "ricetta evasa" e dedicandosi a soddisfare esigenze che vanno oltre "la scatoletta" da comprare.

"Oggi - ricorda Marino - la farmacia è proiettata nel gioco della competizione con nuovi competitor (parafarmacie, corner Otc e parafarmaco all'interno della grande distribuzione) che impostano la loro politica esclusivamente su prezzi più bassi". Questa conseguenza delle liberalizzazioni, "sommata alle politiche di europeizzazione della sanità nazionale che mirano all'abbattimento della spesa farmaceutica", delineano un "nuovo mercato che non può essere subito", pena "l'esclusione" dal mercato stesso, "ma deve essere recepito e affrontato come sinonimo di evoluzione e fonte di nuove opportunità". E se la forza dei 'rivali' è la leva dei prezzi, il plus proposto da Consorzio Farmacia è "l'aggregazione", ribadisce il direttore generale.

"Con una rete di oltre 18 mila punti vendita in tutta Italia, gestiti da professionisti laureati - osserva Alberto Martina, docente del Corso di farmacia e scienze farmaceutiche applicate dell'università di Bologna - le farmacie sono i centri di salute più capillari che esistono nel nostro Paese. Ottimizzare la farmacia dei servizi sarà il 'must' dei prossimi due anni", è convinto l'esperto.

"Soprattutto in vista del 2013, anno in cui entrerà in vigore lo Spazio comune sanitario europeo improntato sulla territorializzazione della salute", precisa. "Dalla sanità ospedalocentrica, che oggi costa al Servizio sanitario nazionale 110 miliardi di euro, si passa alla medicina del territorio - continua Martina - E i protagonisti di questa svolta sono due: i medici di famiglia e i farmacisti". Un binomio al quale, in futuro, sara' demandato l'80% dell'assistenza sanitaria. Da qui la necessità di unirsi "per non subire il cambiamento, ma per gestirlo", concorda il docente che chiude citando Gandhi: "Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere". Per commentare, clicchi qui.

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