Meno errori con i farmacisti in corsia. Ma serve più formazione

Farmacia | Redazione DottNet | 02/10/2010 13:07

Negli ospedali in cui è prevista la presenza di un farmacista in corsia che si occupa della corretta gestione dei farmaci, dell'appropriatezza delle prescrizioni e della tracciabilità delle medicine si sono registrati un risparmio della spesa farmaceutica del 40% e un abbattimento del 70% degli incidenti dovuti ad un errato utilizzo dei farmaci. Sono i risultati di alcune sperimentazioni condotte in ospedali italiani (Molinette di Torino e ISMETT di Palermo) resi noti dalla Sifo (Società Italiana Farmacia ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie) che ha presentato il Congresso nazionale (a Cagliari dal 6 all'8 ottobre).

 

La strada da perseguire, secondo il presidente della Sifo, Laura Fabrizio, è quella dell'informatizzazione dell'intero percorso della prescrizione del farmaco in ospedale. Un processo già molto avanzato negli Stati Uniti, dove è in uso un software che blocca l'erogazione di un farmaco quando riscontra potenziali interazioni e che in 3 anni di sperimentazione ha abbassato del 20% l'uso inappropriato dei medicinali. 'E' necessario - aggiunge Fabrizio - sfruttare tecnologie che costano poco ma hanno un alto rendimento in termini di sicurezza come il braccialetto con codice a barre per l'identificazione del paziente o gli armadi farmaceutici cosiddetti 'intelligenti' all'internod dei reparti'. In questa direzione va un progetto finanziato dal Ministero della Salute e avviato in 5 ospedali italiani (Molinette di Torino, IRCCS oncologico del Veneto, Policlinico di Ancona, IRCCS oncologico di Bari e ospedale oncologico di Taormina), in cui è stata inserita la figura del farmacista 'in corsia'. Il progetto è partito a marzo e durerà un anno, al termine del quale le considerazioni e le valutazioni sull'efficacia della presenza del farmacista saranno raccolte in un manuale. 'L'obiettivo è quello di codificare un modello italiano di farmacista in corsia - precisa Fabrizio - che possa collaborare con il team medico e far registrare all'ospedale significativi risparmi in termini economici e di abbassamento del rischio'. La Sifo lancia anche un appello al Governo, nello specifico ai ministri dell'Economia, della Salute e dell'Università, per garantire contratti di formazione agli specializzandi che si apprestano a diventare farmacisti ospedalieri.  Proprio come i medici specializzandi, "i farmacisti in formazione - spiega Laura Fabrizio, presidente Sifo - sono impegnati a tempo pieno, all'interno delle università ma soprattutto nei servizi farmaceutici. Eppure a differenza dei futuri medici non possono contare su alcun tipo di retribuzione per ben 4 anni. Molti di loro sono costretti a formarsi di giorno e lavorare la notte, magari all'interno di farmacie private, per poter andare avanti con gli studi. Altri demordono e decidono di non specializzarsi". "Si tratta di giovani già laureati - fa notare Fabrizio - dunque adulti che hanno bisogno di poter contare su entrate mensili certe. Per questo, rinnoviamo il nostro appello ai ministri competenti sperando che, come già avvenuto in passato per i medici specializzandi, anche per questi ragazzi possa aprirsi un'opportunità. E' una battaglia fondamentale". Per inserire un commento, clicchi qui.

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