Federfarma: pronto l’elenco Aifa sui farmaci che passeranno dall’ospedale alla farmacia

Farmaci | | 02/10/2010 13:17

Sappiamo che l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha elaborato un primo elenco di farmaci che", come prevede la manovra economica approvata in estate dal Governo, "passeranno dall'ospedale alla farmacia. Attendiamo di conoscerlo nel dettaglio e di valutare il comportamento delle Regioni". Ad affermarlo è stato Franco Caprino, membro del direttivo di Federfarma, la federazione dei titolari di farmacie italiani, e presidente di Assiprofar, partecipando a Roma al seminario 'Il nuovo pricing dei farmaci: dal risk sharing alla manovra finanziaria: come bilanciare innovazione e contenimento della spesa del Ssn' organizzato da Business International.

"Questi interventi - ha proseguito Caprino - potrebbero assumere una connotazione positiva se il trasferimento di farmaci dall'ospedale al territorio, per un importo pari a 600 milioni di euro l'anno, si configurerà realmente come un ritorno in farmacia di medicinali innovativi, grazie alle risorse liberate dalla riduzione dei prezzi dei generici e agli altri interventi sulla farmaceutica. Se invece il trasferimento dovesse essere solo uno spostamento di spesa da una voce all'altra (cioè dalla spesa ospedaliera alla spesa territoriale) e la distribuzione dei farmaci restasse ancora affidata alle Asl, saremmo davanti a un trucco contabile. La norma, infatti - sottolinea - non specifica quali modalità distributive debbano essere utilizzate dalle Regioni, che potrebbero ricorrere alla distribuzione diretta, alla distribuzione per conto tramite le farmacie oppure, teoricamente, anche alla distribuzione nel normale regime convenzionale".

Secondo Caprino "è necessario tenere presente un altro aspetto non meno importante, cioè quello relativo alla spesa farmaceutica territoriale, costituita dalla somma della distribuzione diretta e di quella convenzionata tramite le farmacie aperte al pubblico. Insomma, paradossalmente si potrebbe assistere a un aumento indiscriminato della spesa farmaceutica territoriale, per quella quota parte costituita dalla distribuzione diretta, con un conseguente sforamento e un ulteriore richiamo alle farmacie".

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