Gb, medici contro l’Ordine: sì all’eutanasia per i malati terminali

| 04/10/2010 09:56

Un gruppo di medici e infermieri lancia in Gran Bretagna una campagna in favore del diritto dei malati terminali a morire, con l'intento di sfidare la chiusura dell'ordine dei medici e di altri organismi a qualsiasi ipotesi di modifica della legge in vigore, che proibisce il suicidio assistito. Il gruppo, scrive oggi il sito online dell'Observer, domenicale del Guardian, si e' denominato Healthcare Professionans for Change (Professionisti dell'assistenza sanitaria in favore del cambiamento) ed e' presieduto dalla dottoressa Ann McPherson, medico e lei stessa malata di cancro al pancreas.

 E' il primo gruppo ad hoc di operatori della sanita' - scrive l'Observer - nato con il proposito di cambiare le regole - eutanasia e suicidio assistito sono esplicitamente proibiti dal Suicide Act del 1961 - nel tentativo di rompere il muro imposto, dicono i promotori, soprattutto dalla potente British Medical Association (Bma). 'Con il loro atteggiamento ostile nei confronti di un cambiamento nella legge sulla morte assistita, organizzazioni mediche come il Bma e il Royal College of Physicians non tengono conto adeguatamente del punto di vista di tutti i loro iscritti', dice al giornale la McPherson. 'Molti di noi ritengono che pazienti che stanno per morire non dovrebbero soffrire contro la loro volonta' negli ultimi giorni della loro vita', aggiunge, tenendo conto che un sondaggio del British Social Attitudes Survey stima che l'80% dei britannici e' in favore del suicidio assistito. La campagna sara' lanciata il 13 ottobre presso il King's Fund, un thinktank sulla sanita'.

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