Congresso Fimmg, da studio di medicina a laboratorio attrezzato: il futuro dell’Mmg. Fazio: controlli per le liste di attesa

Silvio Campione | 04/10/2010 19:48

Tra incudine e martello, recitava il vecchio detto. È la situazione del medico di famiglia quando deve prescrivere esami al paziente sapendo che i tempi di attesa sono lunghi, a volte oltre ogni immaginazione. L’assistito, soprattutto se anziano, torna allo studio disperato e allora non c’è altra soluzione che andare privatamente con tutto ciò che comporta in termini di costi. La Fimmg sta lavorando affinché il medico di medicina generale diventi anche un abile utilizzatore delle apparecchiature diagnostiche, come ecografi, elettrocardiogrammi, holter e spirometri. È una visione moderna, secondo alcuni, che proietta lo studio medico verso nuovi orizzonti, materia per altro in discussione al congresso della Fimmg in corso in Sardegna.

 Da un lato, dunque, la scuola che ogni anno organizza corsi di formazione per addestrare i generalisti all’uso dell’ecografo, dall’altro lo sviluppo delle Uccp e degli articoli più innovativi della Convenzione 2009, pilastri di un progetto di rinnovamento della Mg che mira ad attrezzare le cure primarie perché prendano in carico quelle prestazioni di bassa intensità oggi impropriamente erogate dall’ospedale. Si tratterebbe in pratica di dirottare sul medico di famiglia una buona parte degli svariati milioni di ecografie ed elettrocardiogrammi che ogni anno vengono eseguiti nelle strutture ospedaliere con evidenti risparmi  in termini di tempo e di risorse. Il tutto, però, senza andare in concorrenza con le strutture ospedaliere, assicurano alla Fimmg: “si tratta solo di attrezzare un laboratorio dove poter evidenziare una diagnosi senza richiedere esami di laboratorio, in particolare per i malati cronici.  E sulle liste di attesa interviene il ministro Fazio: elenchi  differenziati a seconda dei casi clinici, sinergia tra cup nazionale e sistemi di prenotazione regionali, identificazione di 60 specifiche prestazioni per le quali la lista di attesa avrà un tempo di durata massimo e un'attenzione particolare verso le patologie cardiovascolari e oncologiche. E più rigore in generale su tutte le prestazioni. Sono alcune delle priorità contenute nel nuovo piano sulle liste di attesa messo a punto dal ministero della Salute. “Abbiamo identificato 60 prestazioni per le quali ci dovranno essere liste di attesa massime – spiega Fazio -  aggiungendo che un'altra parte del piano riguarda 'il monitoraggio delle iniziative che verranno fatte con diversi strumenti a livello nazionale e regionale anche con l'aiuto dell'Agenas”. Nel piano, aggiunge Fazio, “è previsto poi un focus particolare su patologie come quelle cardiovascolari o oncologiche, che dovranno essere oggetto di particolari percorsi diagnostici e terapeutici che dovranno essere terminati in un certo periodo, non oltre i 60 giorni”. “L'applicazione del piano – precisa Fazio - , sarà progressiva e dipenderà molto anche da una serie di strumenti che le Regioni posseggono, come i Cup, i centri unici di prenotazione, che noi abbiamo messo in rete facendoli parlare l'uno con l'altro”. Al congresso della Fimmg in corso in Sardegna gli oltre 1500 delegati, in rappresentanza di oltre 27mila medici, discuteranno fino a sabato, quando ci sarà l'elezione per il rinnovo dei vertici, sugli aspetti relazionali ed organizzativi della professione: dall'automedicazione alla lotta all'obesità, dalla formazione sull'uso dell'ecografo negli studi medici alla presentazione delle esperienze più innovative nelle diverse realtà territoriali, dalla ricetta on line agli approfondimenti fiscali sulle società di servizio come strumenti di sviluppo della medicina del territorio. "E' un appuntamento importante per tracciare un bilancio di questi quattro anni e chiedere una sostanziale riconferma della squadra che ha condotto il sindacato, per proseguire il percorso di quel progetto ambizioso che abbiamo chiamato 'ri-fondazione della medicina generale' - ha detto il segretario della FIMMG, Giacomo Milillo - E' giunto il momento di fare un salto di qualità in assistenza primaria, pensando soprattutto alla gestione delle patologie croniche, vera emergenza nazionale”. Per commentare clicchi qui.

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