Legge 40, urge la modifica. Roccella: no all’intervento dei giudici sulla materia

Ginecologia | Redazione DottNet | 04/10/2010 19:58

Il premio Nobel al padre della tecnica per la fecondazione in vitro Robert Edward inevitabilmente riaccende i riflettori sulla legge 40 che regola le tecniche di procreazione assistita in Italia, combattuta a suon di sentenze e ricorsi. I sostenitori della necessita' di cambiamento, fra questi Ignazio Marino, chiedono di modificare urgentemente il testo prima che lo facciano i tribunali. Legge che, fra l'altro, vieta in Italia la fecondazione eterologa, cioe' quella con ovuli o seme che arriva da donatori esterni alla coppia. Ma il sottosegretario alla salute Eugenia Roccella resta ferma: ''la legge e' saggia e' lungimirante'', spiega.

 E sul premio riconosciuto a Edwards precisa: ''cio' che e' messo in discussione e' come sono state usate le tecniche di fecondazione assistita, non certo la figura o la scienza del Nobel''. Ma la legge resta oggetto di numerosi ricorsi da parte di coppie. L'ultima sentenza quella del gennaio scorso. Il giudice Antonio Scarpa, del Tribunale di Salerno, ha autorizzato, per la prima volta in Italia, la diagnosi genetica preimpianto ad una coppia fertile portatrice di una grave malattia ereditaria, l'Atrofia Muscolare Spinale di tipo 1 (SMA1). Questa malattia causa la paralisi e atrofia di tutta la muscolatura scheletrica. Nell'aprile dello scorso anno la Corte Costituzionale ha invece bocciato la legge 40 nella parte che limita a tre il numero degli embrioni da impiantare. Per Filomena Gallo, presidente dell'associazione Amica Cicogna, ed una degli avvocati piu' impegnati nella battaglia legale contro la legge, ''in Italia la legge senza alcuna motivazione scientifica e giuridica vieta di utilizzare tutte le possibilita' introdotte da Edwards. Solo gli interventi dei tribunali italiani e della Corte Costituzionale hanno consentito di avere un minimo di garanzie e di rispetto dei diritti individuali''. Per Donatella Poretti, senatrice dei Radicali, il conferimento del premio Nobel per la Medicina a Robert Edwards, ''dovrebbe far riflettere i moralisti e bigotti interpreti del bene e del male da imporre agli altri per legge. L'alto valore scientifico del suo lavoro che rende possibile il trattamento dei problemi della sterilità ha nei fatti ampliato la libertà di scelta delle persone in materia riproduttiva''. Ma per Roccella gli studi di Edwards hanno aperto una grande ''questione antropologica e in seguito all'utilizzo delle tecniche di fecondazione assistita si rischia di pensare al figlio come ad un diritto''. Rispondendo al senatore Ignazio Marino, il sottosegretario afferma che il problema non e' quello di intervenire prima dei giudici per modificare la legge. ''Le norme sono state approvate dal parlamento e confermate a larga maggioranza da un referendum popolare. Spero che i giudici non intervengano invasivamente su una legge approvata e confermata in questo modo''. Ed il progresso delle biotecnologie non significa sempre progresso etico', rincara l'Associazione Scienza e Vita Robert Edwards, vincitore del Nobel per la medicina, non avrebbe mai ottenuto i suoi risultati se fosse vissuto in Italia. Clicchi qui per commentare.

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