Crediti previdenziali di competenza dell’Inps

Giovanni Vezza | 05/10/2010 11:34

Inps

L’Inps con una recente circolare chiarisce la sua posizione in materia di crediti previdenziali. La disposizione si inquadra nella logica della manovra Tremonti della scorsa estate ed è finalizzata ad indirizzare l’attività dell’Istituto verso una più efficace azione di contrasto dell’omissione contributiva, con immediate ricadute sulla correttezza delle prestazioni erogate. Il nuovo processo di gestione del recupero dei crediti contributivi denunciati o accertati d’ufficio permetterà di assicurare una più tempestiva ed efficace realizzazione della pretesa creditoria. L’art. 38 della legge 122/2010 ha stabilito che le procedure dell’art. 25 del Decreto legislativo 26 febbraio 1999 n. 46, riguardanti i termini di decadenza, non si devono applicare, limitatamente al periodo compreso fra gennaio 2010 e dicembre 2012, ai contributi non versati e agli accertamenti notificati dall’Ente creditore successivamente alla data del 1° gennaio 2004.

Con la sospensione delle decadenze nel predetto periodo, si consente all’Inps di procedere all’iscrizione a ruolo di tutti i crediti - compresi quelli riferiti a periodi di competenza precedenti - omessi, accertati e notificati nel rispetto dei termini di prescrizione, a decorrere dal 1° gennaio 2004. Le nuove disposizioni preludono alla costituzione di nuove e più intense forme di cooperazione tra l’Istituto e l’Agenzia delle Entrate al fine di assicurare una più tempestiva ed efficace realizzazione della pretesa creditoria. Il nuovo sistema di riscossione entrerà in vigore a decorrere dal 1° gennaio 2011 e interesserà le modalità di recupero di tutti i crediti accertati. Con riferimento alla platea dei medici e degli odontoiatri, il nuovo sistema è particolarmente pesante per le casistiche relative al mancato versamento dei contributi in favore della segretaria o degli assistenti di studio; d’altra parte, esso costituisce una tutela aggiuntiva per tutti quei sanitari che, lavorando alle dipendenze di una struttura privata, sono stati colpiti da inadempienze previdenziali del datore di lavoro. L’abrogazione dell’art. 25, comma 2 del citato D.lgs. 46/1999 travolge anche la possibilità, originariamente prevista in favore del contribuente, di richiedere all’Inps (o all’Enpam, che ne aveva fatto molto uso in passato per i contributi minimi obbligatori) la sospensione della riscossione, che l’Istituto, ove ne ricorressero i presupposti, poteva disporre con provvedimento motivato, da notificare al concessionario ed al contribuente. La sospensione poteva essere motivata, oltre che dalla documentazione prodotta dal debitore, relativa al fatto che le somme richieste non erano dovute in tutto o in parte, anche dalla considerazione della situazione disagiata del debitore.