Agli italiani piacciono le analisi: miliardi di euro spesi per inutili controlli. Federanziani, colpa della medicina difensiva

Redazione DottNet | 05/10/2010 19:41

Gli italiani trascorrono il loro tempo negli ospedali per effettuare indagini cliniche e di laboratorio, dilapidando miliardi di euro, sprecando centinaia di migliaia di ore lavoro e ingrossando a dismisura le liste di attesa. A questa conclusione è pervenuto il centro studi Sic di FederAnziani passando al setaccio i dati delle attività clinica e di laboratorio del nostro comparto sanitario. Dai dati è emerso che nel 2009 (su dati 2007) gli italiani si sarebbero sottoposti complessivamente a ben oltre 1 miliardo 300mila prestazioni sanitarie, quasi 21,66 procapite.

 A guidare la classifica l'Emilia Romagna con ben 24,13 prestazioni per residente; a seguire, le Marche (24,07 per residente) mentre in fondo alla classifica vediamo la Sicilia con 18,08 prestazioni per cittadino e il Friuli con 20,54 prestazioni. La cosa che più ha colpito il Centro studi Sic di FederAnziani è che scomponendo il dato procapite i dati peggiorano. Infatti nelle fasce d'età 1-25 il ricorso alle attività cliniche e di laboratorio diminuisce mentre aumenta di un terzo in quelle 26-40, del 50% nella fascia 41-50 del 50% tra i 51-65 e triplica nella fascia over 65. Quest'enormità di prestazioni è generata dal fenomeno emergente del consumismo sanitario, cioè dalle prescrizioni facili, infatti FederAnziani ricorda che il cittadino non prescrive ma subisce la prescrizione. Alcuni fattori determinano quest'enormità di prestazioni: la medicina difensiva, il ricorso alla specialistica per almeno il 50% dei casi, infine la totale "gratuita'" delle prestazioni.  Tutto ciò secondo FederAnziani è all'origine delle interminabili liste d'attesa. L'area più interessata dal fenomeno delle liste d'attesa è la diagnostica con il 51% delle segnalazioni, seguita dalla specialistica con il 23% e dagli interventi chirurgici con il 20%. FederAnziani è concorde con il ministro della Salute Ferruccio Fazio che ha lanciato un piano da discutere con le Regioni per evitare liste d'attesa lunghissime per ottenere prestazioni sanitarie nell'attività istituzionale dell'orario di lavoro e invece abbreviate nell'attività intramoenia, come purtroppo accade. Secondo il presidente di FederAnziani "solo una presa di coscienza dei medici potrebbe portare a un'inversione di tendenza, ma sicuramente ciò sarà impossibile perché poco gradito alla loro professione, e per la intramoenia, per la medicina difensiva e per il turismo congressuale, per restare nell'ambito del lecito. In compenso però si sta per discutere un ddl vergognoso per la coscienza civile dei cittadini, ovvero la depenalizzazione della malpractice medica". Per i commenti clicchi qui.

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