Contraccezione orale: il medico di famiglia è un punto di riferimento

Medicina Generale | Redazione DottNet | 06/10/2010 09:48

Il medico di famiglia è un punto di riferimento per le giovani pazienti alle prese con la contraccezione orale. Le ragazze si rivolgono al medico, soprattutto se donna, per avere consigli su quale “pillola” scegliere e per i controlli di routine. Lo rivela un sondaggio effettuato dalla FIMMG e presentato ieri durante il 65° Congresso FIMMG-METIS in corso a Santa Margherita di Pula. Il 65,6% dei medici di famiglia donna dichiara che le pazienti chiedono spesso consigli sulla contraccezione orale e su quale tipo scegliere. Nel 36,2% di casi a rivolgersi al medico donna sono oltre il 50% delle ragazze under 20 che ha in cura.

 Solo il 38,4% dei colleghi uomini afferma che le pazienti chiedono consigli spesso sulla contraccezione. Il medico di famiglia si occupa anche di pianificare i controlli di routine per le pazienti che assumono la pillola: nel 79,5% dei casi per le donne e nel 75,6% dei casi per gli uomini. Per il 54,5% dei medici donna e per il 53,4% degli uomini le loro competenze sono adeguate in questo ambito solo in assenza di patologie mentre per il 40% dei dottori e per il 37,9% delle dottoresse lo sono sempre. Per oltre il 70% è vantaggioso per la paziente rivolgersi al proprio medico per la contraccezione orale e per quasi tutti i dottori (95%) è utile avere materiale informativo in studio. “Negli ultimi dieci anni sta crescendo il numero delle pazienti, soprattutto giovani, che si rivolgono a noi  medici di famiglia per consigli sulla contraccezione – spiega Gabriella Levato, medico di famiglia FIMMG – con il medico donna si instaura un rapporto di confidenza e di complicità. Spesso a chiederci consigli sono le ragazze 20enni che preferiscono rivolgersi a noi perché l’accessibilità al medico di famiglia è più semplice rispetto al ginecologo. Ed è’ un’occasione importante per  promuovere l’adesione alle campagne di prevenzione del tumore della cervice uterina (Pap-test)”. “Se confrontiamo questi dati con un sondaggio analogo, eseguito da FIMMG Lombardia nel 2006, il progressivo aumento di donne, soprattutto giovani,  che si rivolgono al medico di famiglia per questo tipo di problema, ci permette una lettura sociale del fenomeno- spiega Fiorenzo Corti, responsabile della comunicazioni FIMMG - L’impressione è che la crisi economica e la minor disponibilità di risorse a carico delle famiglie comporti anche per la gestione della contraccezione una diminuzione del ricorso a visite specialistiche ginecologiche che nel nostro Paese sono soprattutto a pagamento”. Per i commenti clicchi qui.

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