In Italia 10 mila casi di cancro al fegato l'anno. Diagnosi precoce e cure tempestive per fermare epidemia

| 06/10/2010 10:20

Cancro al fegato, una malattia che in Italia viaggia al ritmo di 10 mila nuovi casi l'anno. Dietro il 60% di questi si nasconde il virus dell'epatite C. L'agente patogeno è stato 'intercettato' nel fegato di 6 pazienti su 10, e il tumore è solo una delle insidie legate all'infezione da Hcv che, se non curata in tempo, può evolvere anche in cirrosi epatica. Per non parlare dei rischi di nuovi contagi che hanno l'effetto di far dilagare nel silenzio la malattia. Solo in Italia si contano oltre un milione di infetti. Portatori inconsapevoli del virus. In molti casi la diagnosi avviene anche 20 anni dopo il contagio, quando l'epatite C è ormai a uno stadio avanzato e ha causato gravi conseguenze. L'epidemia ora si può combattere ad armi pari, annunciano gli esperti a Milano, durante un incontro promosso da Roche. Ma due condizioni sono fondamentali: la diagnosi precoce e la tempestività delle cure. "Studi effettuati sul trattamento antivirale a base di peginterferone alfa-2a e rivabirina hanno confermato che la terapia è in grado di portare a una completa guarigione in oltre il 60% dei casi", spiegano gli specialisti.

"In futuro - precisa Massimo Colombo,ordinario di gastroenterologia alla Statale di Milano e direttore della Gastroenterologia 1 del Policlinico del capoluogo lombardo - la ricerca porterà all'introduzione di farmaci antivirali diretti, da associare all'attuale terapia. La prospettiva è di agire per individuare le infezioni asintomatiche in stadio precoce e bloccarle prima della loro evoluzione con un auspicabile calo dei tumori epatici". Ma la ricerca ha lavorato anche per la qualità della vita dei pazienti, semplificando la terapia e riducendone la somministrazione a una volta alla settimana. “L'epatite C rivoluziona la vita dei pazienti e dei loro familiari - osserva Patrick Marcellin, professore di epatologia all'università di Parigi e direttore dell'Unità di ricerca per l'epatite virale nell'ospedale Beaujon di Clichy, in Francia - Molti malati, dopo la diagnosi, vivono sensazioni di sconforto, rabbia, depressione e si isolano per paura del contagio. Spesso succede per via di informazioni scorrette sulle cause dell'infezione. In realtà le persone con epatite C possono continuare a svolgere tutte le normali attività quotidiane".

 Fonte: AdnKronos

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