Milillo: la certificazione online così com’è è umiliante per il medico. La Cgil diffonde un video-flop su Brunetta e la spedizione telematica. I nuovi dati del ministero sulle spedizioni

Silvio Campione | 06/10/2010 20:33

Medici di famiglia messi alle corde dall'informatizzazione e dalla necessità delle Regioni di far quadrare i bilanci puntando sulla riduzione dei posti letto ospedalieri. Sono proprio i due elementi che avrebbero dovuto rafforzare il ruolo dei medici del territorio a far crescere invece il disagio dei camici bianchi. Colpa soprattutto di una riorganizzazione dell'assistenza primaria sempre sbandierata, ma mai decollata. E' la denuncia del segretario nazionale della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg), Giacomo Milillo, dal congresso del sindacato in corso a Santa Margherita di Pula (Cagliari), dove oggi è prevista la presenza dei rappresentanti istituzionali tra i quali il ministro della Salute, Ferruccio Fazio.

 Con la riduzione dei posti letto ospedalieri, spiega Milillo, "il medico deve garantire quell'assistenza che prima veniva offerta dagli ospedali (anche se impropriamente), ma spesso senza che ci siano i necessari adeguamenti organizzativi. Tutto quindi è sulle spalle del medico". Per quanto riguarda invece l'informatizzazione, "a cui - garantisce Milillo - la categoria tiene moltissimo", il problema è il modo in cui è stata negli ultimi tempi proposta. La certificazione di malattia online, voluta dal ministro della Pubblica amministrazione e Innovazione Renato Brunetta, è infatti "umiliante e offensiva per il medico - dice il segretario Fimmg - E' un calcio negli stinchi ai professionisti, gli unici per i quali è prevista una sanzione in caso di inadempienza, tra tutti gli 'attori' coinvolti nel nuovo sistema di certificazione telematica". Milillo assicura che i medici di famiglia continueranno a mantenere un atteggiamento responsabile, ma "denunciamo con forza la scorrettezza con la quale è stata posta la questione. Non temiamo - precisa - nemmeno le sanzioni che fanno paura al singolo medico, ma non certo alle organizzazioni sindacali, visto che non ci sono le condizioni per sanzionare nessuno e se qualcuno fosse sanzionato il sindacato saprebbe comunque proteggerlo. Il problema è che è necessario organizzare un sistema complessivo di informatizzazione, non fare interventi spot".  'Ai cari amici della Fp-Cgil Massimo Cozza e Nicola Preiti, che purtroppo sembrano soffrire di gravi forme allergiche a ogni processo di riforma e di modernizzazione, ricordiamo che in tutto il Paese continua a diffondersi il nuovo sistema di trasmissione telematica all'INPS dei certificati di malattia dei lavoratori pubblici e privati'. E' quanto afferma in una nota del ministro per la pubblica amministrazione e innovazione Renato Brunetta. L’intervento di Brunetta si riferisce a un video messo in rete dalla Cgil sul flop certificati: “Il flop di Brunetta sui certificati di malattia on line è stato documentato dalla Fp-Cgil Medici in un video verità (http://www.youtube.com/watch?v=zGio1pmVC7k) di circa 2 minuti, visionabile su You Tube, con protagonista lo stesso ministro, smascherato da fatti e immagini”., come confermano  i due sindacalisti della Fp-Cgil, Massimo Cozza e Nicola Preiti, sottolineando che si tratta di un collage di un intervento di Brunetta dell'8 settembre 2010 a Frascati, ripreso da Radio Radicale nell'ambito della quinta edizione della 'Summer School', la Scuola di Alta Formazione Politica della fondazione Magna Carta. “Il sistema di trasmissione telematica on line è un obbiettivo da noi condiviso - hanno aggiunto Cozza e Preiti - ma va realizzato con modalità e tempi appropriati che consentano di non penalizzare il lavoro clinico dei medici e di non allungare le attese per i cittadini'. Brunetta invece, proseguono i sindacalisti, “sul sito del suo ministero aveva proclamato come operativo il sistema di trasmissione telematica già dal 15 dicembre 2009, e dopo nove mesi di problematiche non affrontate in modo appropriato, nel video annuncia trionfalmente il successo e la scadenza definitiva del 15 settembre 2010. Con insulti ai medici 'affetti da digital divide' e 'categoria assatanata di denaro''. Per questo, concludono Cozza e Preiti, “abbiamo voluto denunciare la politica illusionista del ministro Brunetta, fatta da annunci virtuali ai cittadini e da insulti e minacce ai medici, che non chiedono soldi in più ma solo un po' di rispetto”. Ma da Palazzo Vidoni arriva la replica: “I dati ufficiali forniti dallo stesso INPS e dal Ministero dell'Economia e Finanze parlano chiaro: il totale dei certificati trasmessi con la nuova procedura - continua il comunicato - ha ormai raggiunto le 705 mila unità e solo nell'ultima settimana ne sono stati inviati online circa 130.000, con un aumento del flusso medio giornaliero pari al 20%. Va inoltre sottolineato come i certificati di malattia digitali dei soli lavoratori privati abbiano superato nel mese di settembre le 251.000 unità, una cifra pari a circa il 45% dei 564 mila certificati cartacei acquisiti dall'INPS nello stesso mese del 2009”. “'A livello regionale, i certificati inviati online risultano così distribuiti: 342.439 in Lombardia, 94.819 in Umbria, 67.899 nel Lazio, 48.273 in Veneto, 37.258 in Campania, 35.228 nelle Marche, 27.335 in Emilia Romagna, 24.576 in Sicilia, 18.677 nella Provincia di Bolzano, 17.306 in Abruzzo, 15.398 in Piemonte, 12.195 in Calabria, 11.203 in Toscana, 7.946 nella Provincia di Trento, 7.370 in Liguria, 6.848 in Basilicata, 4.663 in Sardegna, 3.601 in Valle d'Aosta, 1.883 in Molise, 659 in Friuli Venezia Giulia e 370 in Puglia. Nel frattempo è salita all'88% la media regionale dei medici di famiglia dotati delle credenziali necessarie (PIN) all'invio dei certificati. Il processo di abilitazione dei medici è sostanzialmente concluso in ben 17 Regioni: Lombardia, Piemonte, Valle d'Aosta, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Umbria, Marche, Abruzzo, Campania, Basilicata, Calabria, Sardegna, Provincia di Bolzano e Puglia (che ha recuperato nelle ultime settimane i ritardi iniziali). Questo processo deve ancora essere completato nella Provincia di Trento, in Molise e in Sicilia, dove le percentuali dei medici abilitati sono comprese tra il 65% e il 71%. Resta invece in ritardo la Liguria, dove i PIN consegnati sono da qualche settimana stabili attorno al 41%”. Per commentare clicchi qui.

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