Bufera sul video di Brunetta, dall’Ordine dei medici stop alla collaborazione sui certificati. Fazio e Sacconi solidali con la categoria. Milillo sul cambiamento della professione: il medico deve fare squadra

Silvio Campione | 08/10/2010 15:25

Il video che abbiamo pubblicato ieri su Dottnet firmato dalla Cgil ha avuto l’effetto di uno tsunami.  E' ormai rottura tra i medici italiani e il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta. I camici bianchi dicono basta alla collaborazione con il responsabile del dicastero: “Non si può collaborare con chi ci insulta”, hanno affermato i medici di diversi sindacati italiani guidati dal presidente dell'Ordine dei medici Amedeo Bianco, che dal congresso della Fimmg in corso a Santa Margherita di Pula hanno lanciato un documento congiunto dopo il video in cui il ministro sulla trattativa per la certificazione di malattia online sosteneva tra le altre cose che i medici sono assetati di soldi.

“Sostenere che la categoria non tiene conto del bene dei propri pazienti e pensa solo al denaro è inaccettabile', ha detto Bianco presentando il documento in cui si spiega che la categoria, a meno che non ci sia da parte del ministro un chiarimento e le adeguate scuse, si riferirà per quanto riguarda la certificazione medica online solo al ministro della Salute Ferruccio Fazio. Nel documento i medici affermano che le dichiarazioni di Brunetta “anche se pronunciate un mese fa, a commento dell'iter di attuazione del nuovo sistema di certificazione online, esprimono considerazioni del tutto infondate nel merito e gravemente offensive per tutti i medici italiani, colpiti come professionisti e come cittadini del nostro Paese”. Nel merito Giuseppe Augello e Guido Marinoni che hanno rappresentato la federazione degli ordine dei medici nella Commissione tecnica per la ricetta online precisano stizziti nel corso della conferenza stampa, che si è svolta a Santa Margherita di Pula, che “nelle riunioni non abbiamo mai parlato di soldi ma abbiamo sempre e solamente cercato di rappresentare la professione come da nostra delega e di salvaguardare i cittadini”.

I camici bianchi nel documento approvato dai sindacati e dalla Fnomceo sottolineano: “Non possiamo non cogliere in quelle parole un'irresponsabile mancanza di fiducia e di rispetto verso l'intera categoria professionale che, anche in questa materia, si è invece resa disponibile ad un processo di innovazione serio ed efficace di trasmissione online di certificazione di malattia con l'obiettivo di rendere un servizio di qualità serio ed efficace ai cittadini e ai datori di lavoro”. Quindi “pur essendo avvezzi all'esuberanza verbale e alla carica demagogica del ministro Brunetta, quelle inequivocabili parole hanno spezzato un rapporto di fiducia e di reciproca affidabilità che ci impediscono di proseguire una costruttiva collaborazione con il ministero della Pubblica amministrazione e Innovazione”. Per questo “da oggi risponderemo su questa materia solo al ministro della Salute Fazio, che in più di un'occasione ha dato anche convincente dimostrazione di come si possa e si debba migliorare la nostra sanità lavorando insieme, nel rispetto dei ruoli e della dignità professionale e civile dei soggetti coinvolti”.

Per quanto riguarda invece la scadenza del 31 gennaio, data in cui saranno ripristinate le sanzioni per i medici inadempienti per la certificazione online (come previsto dalla Commissione del collaudo del sistema), l'obiettivo sarebbe arrivare, ha spiegato Marinoni, a un funzionamento "senza blocchi di sistema, ma questo non ci sembra agevole”. I medici hanno ribadito inoltre l'interesse all'informatizzazione del sistema, che però “è complesso ha bisogno di tempo per trovare assestamento. E le minacce non aiutano”, ha concluso Giacomo Milillo, segretario generale della Fimmg.

E Fazio, tirato in ballo, risponde:  “E' una profonda convinzione che i medici lavorino non per denaro ma per missione, con senso del dovere e responsabilità”. “Penso sia necessario abbassare i toni e molte frasi vanno interpretate, conosco Brunetta e sono convinto che non creda questo. E' interesse di tutti non fermarsi per una frase. I medici e la medicina sono troppo importanti per farci fermare da una frase”. Il ministro ritiene comunque possibile riuscire a raggiungere l'obiettivo dell'avvio del sistema dei certificati online, sui quali i medici si sono scontrati con Brunetta, entro la data prevista del 31 gennaio prossimo. “Penso si possa fare perché in una sola settimana gli adempimenti dei medici sono passati dal 66 all'83%, un aumento enorme. Ma condivido anche il desiderio dei medici di essere graduali”. Fazio ha anche spiegato la sua posizione sulle sanzioni: “devono essere gestite solo all'interno dei contratti o delle convenzioni”. E sui meccanismi il ministro ha anche detto di voler aprire un tavolo.

Sulla vicenda interviene anche Maurizio Sacconi: “Serve sostenere la riforma dell'assistenza del territorio e di una maggiore valorizzazione dei medici di famiglia con premi e non con sanzioni”.

"Si apre una stagione - ha detto Sacconi, parlando del via libera del Cdm al federalismo fiscale - in cui si potrà realizzare quel modello ideale di medicina del territorio, e rivalutare ancora di più la professione dei medici di famiglia, che dobbiamo accompagnare con la logica non sanzionatoria ma di promozione".

 

 

Milillo: il cambiamento del medico, da solista a squadra

 

"Il Paese non può più attendere, ènecessario prendere le decisioni e compiere le azioni necessarie a realizzare il cambiamento" che veda i medici di famiglia passare dalla medicina di "attesa" a quella di "iniziativa". Una trasformazione "ormai improcrastinabile" anche perchéi medici vivono "un disagio cronico che rischia di compromettere la qualitàdelle prestazioni assistenziali". E' l'appello lanciato a governo e Regioni da Giacomo Milillo. Lo stesso titolo del convegno, ha sottolineato Milillo, èun "messaggio tecnico-professionale, ma vuole anche essere un messaggio politico al mondo istituzionale, in particolare al Governo e alle Regioni". Dopo aver constatato che "il paradigma fondato esclusivamentesulla medicina di attesa, cioèsu quell'atteggiamento del servizio che si attiva solo su richiesta dell'interessato, si èdimostrato inappropriato ad un'adeguata tutela della salute", il segretario Fimmg ha osservato che "la medicina di iniziativa" (cioè"un tipo di metodo volto all'intercettazione del bisogno al di la' della sua espressa formulazione") è"quella che meglio si adatta alla gestione dell'Assistenza Primaria in generale e delle malattie croniche in particolare, dove l'assistenza èper la gran parte 'estensiva' e caratterizzata dalla presa in carico a lungo termine, dove esiste un medico di riferimento della persona e di una data popolazione".

"Non si tratta - ha proseguito Milillo - di un cambiamento facile, ne' rapido.Occorre un profondo ripensamento culturale sulla nostra professione: la medicina generale, nel passare dall'attesa all'iniziativa, deve riorganizzarsi profondamente, imparare a 'fare squadra' e a lavorare all'interno di schemi organizzativi, senza nulla togliere, anzi potenziando, il rapporto interpersonale privilegiato con il paziente".Secondo Milillo, èarrivato il momento per questa trasformazione, "ormai improcrastinabile, anche perchéla categoria vive ormai un disagio cronico che rischia di compromettere la qualitàdelle prestazioni assistenziali cui èchiamata". "Il Paese - ha dichiarato - non può più attendere, ènecessario prendere le decisioni e compiere le azioni necessarie a realizzare il cambiamento". Pertanto "ènecessario rimuovere la concorrenza sulle scelte, ristrutturare il compenso in modo da distinguere l'onorario del professionista dal finanziamento dei fattori di produzione, dare piena e continuativa occupazione al medico in tutta la sua vita professionale, eliminando la distinzione in settori e introducendo l'accesso unico alla convenzione, aiutando il medico a sviluppare una adeguatarendicontazione delle attivitàsvolte e facilitando la sua partecipazione alle attivitàdi programmazione e gestione dell'assistenza".

Secondo il segretario della Fimmg, "i piccoli ospedali, quelli che oltre a costare moltissimo non riescono a garantire i necessari livelli di sicurezza delle cure, devono essere rapidamente riconvertiti.

Devono aumentare i posti letto di lunga degenza e quelli riferiti all'assistenza residenziale (Rsa, Hospice, Ospedali di Comunità, Centri di assistenza primaria con posti letto a rapido rinnovo), caratterizzata da un minor costo rispetto a quella ospedaliera; insomma, deve crearsi quell'assistenza primaria di cui si ètanto parlato negli ultimi anni, con ricadute concrete molto limitate". Insomma, "la medicina generale puòdiventare un potente motore di trazione dell'assistenza primaria solo se vengono rimosse le criticità che piùvolte abbiamosegnalato, la cui correzione èalla base della nostra proposta di Ri-fondazione della medicina generale". Secondo Milillo "purtroppo la manovra di risposta alla crisi economica prolunga ulteriormente i tempi di questa operazione".

"Abbiamo provato - ha ricordato -, anche con l'aiuto del ministro Fazio, ad introdurre un emendamento nella manovra finanziaria che consentisse ai professionisti convenzionati di recuperare almeno l'aumento dei costi dei fattori di produzione durante il prossimo triennio. Ma non vogliamo desistere in questa richiesta, come in quella di recuperare almeno il riconoscimento dell'istituto della 'vacanza contrattuale', e sono certoche il ministro non ci lasceràsoli in questo tentativo".

Milillo ha poi parlato di "un malessere" che investe la categoria e che si trasforma anche in una "'crisi vocazionale' tra le nuove leve" (in questo senso ha evidenziato la "discriminazione dei tirocinanti in medicina generale rispetto agli specializzandi"). "I crescenti oneri amministrativi- ha osservato -, la necessità di dover sottoporre l'attivitàa regole stringenti, rappresentano alcune delle ragioni di tale insoddisfazione". Il segretario della Fimmg ha anche tracciato un quadro della situazione assistenziale che i medici di famiglia si trovano "a fronteggiare da soli e con le sole nostre risorse". "L'aumento progressivo del carico di lavoro che dobbiamo sostenere per l'incremento delle esigenze assistenziali di una popolazione con un sempre maggiore numero di anziani, di malati cronici, di non autosufficienti; carico di lavoro - ha concluso - ulteriormente in aumento per la progressiva riduzione dei posti letto e lo spostamento sul territorio, senza una preventiva riorganizzazione, di attivitàassistenziali prima sostenute dal livello ospedaliero".Per commentare clicchi qui. Per gli atti del convegno cliccare sul link:

//www.dottnet.it/Minisito.aspx?MiniSiteId=MScongressoFimmgMetis

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