Lo studio, digiuno Ramadan aumenta rischi raro ictus

Redazione DottNet | 31/07/2008 15:10

ictus

Occhio ai digiuni prolungati. Il rito seguito ogni anno da oltre un miliardo di musulmani in tutto il mondo, in occasione del Ramadan, aumenta il rischio di incappare in un raro tipo di ictus. Il dato emerge da una ricerca condotta dal team di Mohammad Saadatnia dell'Isfahan University Medical Sciences (Iran), che sarà presentato all'American Academy of Neurology 60th Anniversary Annual Meeting di Chicago (Usa). Precedenti ricerche avevano mostrato che il digiuno del Ramadan non influisce sul tasso di ictus. Ma questo studio ha indagato sulla trombosi dei seni venosi cerebrali (Cvst), un raro tipo di ictus che colpisce più spesso giovani e bambini, e si è rivelato più comune nel gentil sesso.
Nello studio i ricercatori hanno esaminato tutte le persone (162) colpite da questa rara patologia e ricoverate in tre ospedali di Isfahan in un periodo di cinque anni. In particolare, gli studiosi hanno visto che in media il numero degli ictus nel mese di Ramadan è stato di 5,5 contro i 2 del resto dell'anno. In particolare, 33 persone avevano avuto un Cvst mentre erano impegnate nel digiuno. L'età media dei pazienti e il rapporto donne-uomini sono rimasti invariati. "Questi risultati devono essere confermati da altri lavori, ma dovrebbero comunque essere considerati con attenzione - evidenzia Saadatnia - La coesistenza di 'normali' fattori di rischio, come l'uso di contraccettivi orali e i disordini della coagulazione, insieme alla disidratazione dei pazienti impegnati in prolungati digiuni, possono spiegare l'aumentata suscettibilità a questa forma di ictus. Pazienti e medici - conclude - devono essere consapevoli delle possibili complicanze dei digiuni prolungati".