Denunciati per diffamazione due farmacisti: offendevano via Cup un’informatrice

| 11/10/2010 16:56

Insultata e diffamata non di persona o su internet, ma all'interno dell'anagrafe telematica del Cup, il sistema di prenotazione sanitario per visite ed esami. Le offese, tra cui 'disonesta schifosa, opportunista, cafona pietosa', erano inserite al posto dell'indirizzo o della citta' di residenza. Vittima della singolare rappresaglia, dal movente ancora da chiarire, e' una bolognese di 36 anni, che lavora come rappresentante nel settore farmaceutico. Dopo avere scoperto la manomissione dei suoi dati si e' rivolta all'Asl, facendo scattare un'inchiesta che ora vede indagati due farmacisti, padre e figlio di 69 e 33 anni, titolari di una farmacia a Monterenzio, sull'Appennino bolognese.

Nel fascicolo aperto dal Pm Morena Plazzi sono accusati di diffamazione, accesso abusivo a sistemi informatici e danneggiamento di informazioni e dati all'interno del sistema. Le indagini, svolte dalla sezione di pg della polizia di Stato, hanno infatti accertato che le manomissioni dei dati della trentaseienne sono state effettuate dalla postazione Cup della farmacia di Monterenzio, i cui responsabili sarebbero gli unici in possesso delle password necessarie per accedere al sistema. I due indagati, interrogati dalla polizia, si sono avvalsi della facolta' di non rispondere, lasciando per ora un mistero sulle ragioni del loro ipotetico comportamento diffamatorio. L'unica certezza e' che il farmacista di 33 anni e' stato compagno di studi della donna ai tempi dell'universita', quando i due si conoscevano di vista. Lei - che e' risalita' all'ex compagno di ateneo vedendo la foto su Facebook - tuttavia, e' sicura di non essersi mai recata nella farmacia di Monterenzio per effettuare prenotazioni. Tra le ipotesi degli inquirenti sul retroscena della vicenda ci sono vecchie ruggini, o piu' facilmente una terza persona che potrebbe avere chiesto a uno dei farmacisti di diffamare la trentaseienne.

L'inchiesta e' cominciata lo scorso aprile, appunto da una segnalazione dell'anagrafe sanitaria con cui si era lamentata la donna (che non ha fatto denuncia), ma la prima manomissione risale al 2006, quando la trentaseienne si ritrovo', nel campo dell'indirizzo di residenza sul foglio di una prenotazione, ''via disonesta schifosa'', e ''fai pena'' al posto della citta'. Dopo una pausa di tre anni, gli insulti sono ripresi nel 2009, con offese come: ''via delle scroccone vergognose, delle disoneste pietose, dei non amici perche' sono un'opportunista''. Alle indagini hanno collaborato i vertici di Cup2000 e dell'Asl, che a quanto si e' appreso stanno valutando la possibilita' di togliere alla farmacia di Monterenzio il servizio Cup. La revoca, tuttavia, finirebbe con creare un disservizio agli utenti, poiche' si tratta dell'unico punto Cup della zona.

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