Cgil: boom per il video di Brunetta. Ma l’informatizzazione sanitaria avanza in tutto il Paese con Piemonte, Emilia, Lombardia apripista: nessuno però interpella i medici

Silvio Campione | 13/10/2010 08:16

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Continua la marcia di Brunetta verso l’informatizzazione della medicina. Anche se, a giudicare dai dati della Cgil, a tirare di più per il momento è il video del sindacato con gli insulti del ministro alla categoria: secondo fonti interne, il filmato, ha superato in una settimana le 32mila visioni sul web, e il numero è in costante crescita'. “Il video è stato visto 19.200 volte su Repubblica.it, 7.900 su YouTube  oltre ad essere stato linkato su diverse testate e quotidiani on line, come Dottnet”. ”Seguendo le logiche statistiche con le quali incessantemente vengono sfornati i dati sui certificati di malattia on line sul sito del ministero della Pubblica Amministrazione – dicono alla Cgil medici - si dovrebbe parlare di un aumento clamoroso del 30.000% in una settimana”.

Milillo, neo riconfermato alla guida della Fimmg, frena sui certificato,  aggiungendo che “difficilmente i certificati medici on line saranno a regime entro il primo febbraio, come prevede l'ultima circolare del ministero della Pubblica Amministrazione”.  Milillo si dice "molto dubbioso" sul fatto che il complicato sistema di invio telematico dei certificati di malattia all'Inps possa entrare a regime al 100 per cento dopo il 31 gennaio. "In quella data - ha specificato Milillo - finisce la proroga delle sanzioni, ma non è la messa a regime, sono procedure lunghe per le quali le tempistiche possono variare. E se ci sono difficoltà forse era bene prevederle subito, prima di fissare date. Non possiamo accettare che si dica che a febbraio questa novità sia a regime se prima non si fanno tutte le verifiche". Quest'ultima polemica con Brunetta, che di fatto segna la rottura tra i camici bianchi e il ministro, non potrà che rallentare il processo: "Da oggi collaboreremo solo con Fazio - annuncia Milillo - e rigettiamo la responsabilità di eventuali ritardi. Certe dichiarazioni di Brunetta, tra l'altro, demotivano i medici, e ritardano la messa a regime". Intanto, come dicevamo, Brunetta sta portando avanti la sua campagna per informatizzare la sanità italiana. A piccoli passi, regione per regione. In Piemonte, con l’accordo firmato con Cota, da dicembre 5000 pazienti avranno  la tele-assistenza domiciliare, un’altra delle innovazioni caldeggiate da Palazzo Vidoni. Con il  servizio MyDoctor@Home di Telecom Italia nell'arco di tre anni i pazienti potranno seguire le cure e fare le analisi a casa grazie a un kit composto da apparati elettromedicali e telefoni cellulari dotati di apposito software e sim card. Già sperimentato presso i reparti di Ospedalizzazione a domicilio e di Chirurgia oncologica, MyDoctor@Home vedrà inizialmente il coinvolgimento di 416 pazienti, consentendo tra l'altro un risparmio dell'80% rispetto ai costi dei ricoveri ospedalieri. I pazienti dovranno pagare un canone di 2 euro al giorno. A fruire dal servizio saranno soprattutto i malati cronici che potranno controllare da casa i propri parametri fisiologici (peso corporeo, pressione arteriosa, frequenza cardiaca, saturazione dell'ossigeno ematico, glicemia, spirometria, elettrocardiogramma). Il medico potrà inviare un sms di allertamento impostando soglie personalizzate per ogni paziente dei principali parametri sotto osservazione. MyDoctor@Home, sviluppato all'interno del Telecom Italia Labi, viene erogato dalla Telecom Italia attraverso i data Center del gruppo. Il sistema è composto da una piattaforma tecnologica e da un software configurati sul cellulare o sul pc del paziente e sul pc del medico. Ma non è tutto. Anche l’Emilia Romagna si sta adeguando al diktat del ministro: tra Imola, Rimini e Cesena già in 500 hanno il fascicolo sanitario elettronico che  entro la fine del 2011 sarà esclusiva per tutti gli emiliano-romagnoli. E quindi, oltre a prenotare on line le visite specialistiche, potranno vedere sul pc le analisi, le radiografie e tutta la propria storia clinica, senza bisogno di fare file per ritirare referti e senza nemmeno portarsi sotto braccio voluminose buste. A Bologna Cup 2000, "Informatica trentina" e "Lombardia informatica", le tre realtà più avanti nella trasformazione della sanità in una 'questione elettronica' si sono incontrate per scambiarsi dati e consigli. Perché l'idea per il futuro è di raggiungere uno standard uguale tra regioni diverse e anche a livello europeo, con tanto di fascicolo elettronico tradotto in tutte le lingue. Per ora, ad avere la storia della salute del cittadino on line (con accesso tramite card con microchip) e anche la ricetta elettronica, anche se in via sperimentale, ce l'ha fatta solo la Lombardia, con cinque anni di lavoro e un investimento che solo per i prossimi cinque anni ammonta a 400 milioni di euro, spiega Alberto Daprà, presidente di Assinteritalia (l'associazione delle società per l'innovazione tecnologica nelle regioni). In Lombardia i fascicoli sanitari elettronici sono 5,8 milioni e i documenti clinici pubblicati ogni anno sono 14 milioni con un incremento del 19% rispetto al 2009. Hanno accesso al sistema tutte le strutture pubbliche i medici di medicina generale e i pediatri (7.500 persone), tutti i cittadini assistiti dal sistema sanitario regionale il 60% dei quali ha acconsentito alla creazione del fascicolo. L'Emilia-Romagna, aggiunge il direttore generale di Cup 2000 Mauro Moruzzi spende 20 milioni all'anno e lavora al sistema dall'anno scorso. Prima di allora, cioè dal 2002 si è concluso il progetto per la messa in rete dei medici di medicina generale (Sole): ora il 99% è dentro la rete e può consultare la cartella elettronica del paziente. Adesso Cup 200 sta mettendo a punto la consultazione dei documenti clinici e da' la possibilità al cittadino di caricare direttamente vecchi documenti clinici. Il tutto avviene dopo una personalizzazione che deve preservare la privacy. Al momento gli utenti che stanno sperimentando il sistema lo fanno tramite password, ma il futuro sarà, come in Lombardia, con la card dotata di microchip. Ma i medici sono stati interpellati?. Per commentare clicchi qui.