Nuova tecnica mini-invasiva contro epifora

| 13/10/2010 11:42

ascesso atresia occhi oculoplastica

Occhi che lacrimano in continuazione, causando non solo un disagio a chi ne soffre, ma anche infezioni e problemi oculari di una certa gravità. Capita quando si chiude, per motivi non ancora chiariti, il condotto che collega occhi e naso. Fino a qualche anno fa, per risolvere il problema l'unica soluzione era chirurgica, parecchio invasiva e con scarse possibilità di successo: "oggi esiste invece un'alternativa mini-invasiva, efficace al 90%, che in 30 minuti riapre il sacco lacrimale, risolvendo il disturbo". L'intervento, ancora poco praticato, è stato presentato da Francesco Bernardini, chirurgo oculoplastico, al primo convegno Sicop (Società italiana di chirurgia oftalmoplastica)  "I nostri occhi - spiega Bernardini - producono continuamente delle lacrime, ma normalmente non ce ne accorgiamo perché 'scorrono' nel naso dove vengono assorbite. A volte, soprattutto tra le donne conpiù di 40 anni, capita che il canale si chiuda causando una fastidiosa iperlacrimazione, chiamata in termini medici epifora, che costringe le persone affette ad asciugarsi gli occhi e le guance molte volte al giorno.

I colliri possono dare un sollievo temporaneo, ma non sono risolutivi: a lungo andare, il ristagno del liquido lacrimale causa molto spesso infezioni croniche e, più raramente, episodi acuti di ascesso del sacco lacrimale". Per ottenere un risultato risolutivo, è necessario ricorrere alla chirurgia. "La 'vecchia scuola' - spiega l'esperto - proponeva un intervento, peraltro messo a punto da italiani, che era piuttosto invasivo: si eseguiva un'operazione di chirurgia generale, in cui erano necessarie sacche di emotrasfusione perché si perdeva molto sangue, e la percentuale di successo era appena del 50%. Di sicuro c'era solo il dolore, non la riuscita e per questo molti medici lo sconsigliavano. Oggi - aggiunge - l'intervento si è modernizzato, diventando mini-invasivo e con una percentuale di successo superiore al 90%. Viene eseguito in 30 minuti in regime di day hospital, non si perde sangue, non ci sono dolori e non restano cicatrici. Il sacco lacrimale viene riaperto e le lacrime riprendono a scorrere nel naso, risolvendo il disturbo". "Nonostante questa alternativa - si legge nella nota - ancora oggi molti pazienti sono sottoposti a interventi non accurati o non efficaci: capita, ad esempio, che venga asportato il sacco lacrimale, causando una iperlacrimazione permanente. Per questo è importante rivolgersi sempre ad oculisti specialisti in chirurgia oculoplastica, che oggi possono offrire risultati efficaci e duraturi anche nei casi più difficili"."Un caso particolare di ricostruzione delle vie lacrimali - aggiunge Bernardini - viene eseguito anche in condizioni di atresia completa dei canalini lacrimali con impianto di un tubo di vetro (tubo di Jones) che viene posizionato endoscopicamente e che permette di offrire una soluzione anche ai casi considerati, fino a poco tempo fa, intrattabili".