Cancro al polmone colpiti 30 mila italiani l'anno, una rete per diagnosi e cure su misura

| 13/10/2010 14:19

Diagnosi e terapie sempre più su misura contro il tumore al polmone non a piccole cellule: la prima causa di morte per cancro nel mondo, con 1,3 milioni di nuovi casi all'anno, di cui 30 mila in Italia. Per combattere questo super-killer, i pazienti con un particolare profilo genetico che in Europa riguarda il 10-15% dei malati (positività a mutazioni attivanti a carico del gene Egfr, o Egfr-M+) possono contare sul farmaco intelligente gefitinib, disponibile anche nel nostro Paese. Rispetto alla chemio standard, la nuova pillola 'once a day' promette di aumentare la sopravvivenza e migliorare la qualità di vita, ma va data ai pazienti 'giusti', cioè a quelli che hanno la mutazione bersaglio. Per facilitarne l'identificazione, quindi, è stato attivato il NetworkEgfr-Fastnet che mette in rete tutti i centri in grado di eseguire il test specifico.

Della crescente personalizzazione delle terapie contro il carcinoma polmonare non a piccole cellule si è parlato a Milano, durante il 35esimo Congresso annuale della Società europea di oncologia medica (Esmo). Un evento che, sottolinea Lucio Crinò, direttore dell'Unità operativa di oncologia dell'azienda ospedaliera di Perugia, "è lo specchio fedele dell'incessante progresso nelle conoscenze sulla biologia molecolare della malattia tumorale, e in particolare delle mutazioni che si verificano nel Dna delle cellule malate neoplastiche. Sono proprio queste nuove conoscenze che hanno aperto la strada all'avvento di una terapia personalizzata nel tumore del polmone".Tutti gli ospedali italiani potranno richiedere l'esecuzione del test Egfr-M ai laboratori di diagnosi biomolecolare che fanno parte del Network Egfr-Fastnet, strutturato e supportato dal gruppo farmaceutico AstraZeneca. Per ottimizzare i tempi di esecuzione e diagnosi, sottolinea l'azienda in una nota, sono disponibili un servizio di call-center dedicato per le richieste di analisi e un apposito servizio di corriere cui affidare il campione biologico da analizzare. L'efficacia di gefitinib nei malati di tumore polmonare non a piccole cellule Egfr-M+ è stata dimostrata dallo studio clinico 'Ipass', ricorda la nota. "I risultati dell'Ipass non solo hanno validato la mutazione di Egfr come predittore di efficacia - precisa Crinò - ma hanno anche dimostrato la superiorità di gefitinib rispetto alla chemioterapia nei pazienti con tumore positivo alla mutazione Egfr. A partire da questi primi dati su questa popolazione, sono stati disegnati ulteriori studi su pazienti già all'origine selezionati per la presenza di tumore con mutazione dell'Egfr. I primi risultati di questi studi 'mirati' confermano il superiore beneficio di gefitinib rispetto a regimi chemioterapici di confronto". Fonte: AdnKronos

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