Contro il dolore farmaci iniettati per via intramidollare

| 13/10/2010 16:29

Farmaci analgesici per via intramidollare nel liquor spinale (anziche' per la normale via orale o endovenosa) e stimolatori miniaturizzati impiantati nella colonna vertebrale, in grado di dialogare con i computer e agire 'a comando'. Queste le ultime novita' high-tech per la stimolazione e la modulazione delle vie del dolore, presentate al 64° Congresso nazionale Siaarti (Societa' italiana anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva), in corso a Parma fino al 16 ottobre.

"Negli ultimi vent'anni la terapia del dolore cronico ha visto affacciarsi, dapprima timidamente poi sempre piu' decisamente, innovazioni tecnologiche che hanno favorito il trattamento di forme che non rispondono ai farmaci", dice Cesare Bonezzi, responsabile Unita' operativa di medicina del dolore, Fondazione Maugeri di Pavia. "Oggi, la tecnologia farmaceutica ha reso disponibili degli analgesici destinati a una via di somministrazione del tutto innovativa ed esclusiva. Lo ziconotide, estratto dal veleno di una conchiglia, e' stato studiato per essere iniettato direttamente nel liquor e da qui nel midollo spinale. E' il primo e l'unico di questa classe - prosegue - un analgesico potente e differente dagli oppiacei, per effetti collaterali e dipendenza, ma presto ne avremo a disposizione altri", dice ancora Bonezzi. Questo farmaco viene iniettato con un piccolissimo catetere impiantato con un ago vicino al midollo spinale e collegato a una pompa sottocutanea che permette somministrazioni controllate in base al dolore e al tipo di paziente. Grandi passi in avanti sono stati compiuti anche nel campo della neurostimolazione. "Nelle persone con gravi dolori causati da lesioni alle vie nervose non trattabili con i farmaci oppiacei - spiega ancora Bonezzi - e' possibile introdurre un elettrocatetere all'interno della colonna vertebrale, a fianco del midollo spinale e dei nervi, nonche' inviare impulsi elettrici in grado di interferire con i messaggi di dolore e conferire un'analgesia importante".

Il posizionamento dell'elettrocatere viene effettuato con un ago sotto il controllo visivo di un apparecchio radiologico. Questo elettrodo viene collegato a un generatore di impulsi, a sua volta impiantato sottocute. Anche in questo campo l'evoluzione tecnologica degli ultimi anni e' stata sorprendente. "Oggi disponiamo di generatori d'impulsi ricaricabili, quasi come telefonini, ma soprattutto in grado di fornirci una serie di informazioni utili sul comportamento del paziente: se si e' alzato, si e' mosso oppure e' stato a letto. Li possiamo ricavare direttamente dall'analisi dei dati incamerati nell'apparecchio", chiarisce l'esperto.

"Sono allo studio neurostimolatori che dovrebbero essere capaci, in futuro, di trasmettere anche i dati a distanza, un po' come avviene gia' con i defibrillatori impiantabili. Gli sviluppi della telemedicina saranno fondamentali anche in questo settore", dice ancora il medico. "Infine - conclude Bonezzi - un'ulteriore innovazione di questi ultimi anni e' stata poter stimolare anche i nervi periferici: possiamo intervenire nelle cefalee, nei dolori traumatici e in quelle devastanti forme di dolore che interessano gli organi genitali. In pratica, la stimolazione sta diventando uno strumento antalgico efficiente e indispensabile in numerosi casi di pazienti altrimenti non trattabili".

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