Nuovo report di Brunetta: certificati a quota 850mila. Falconi (Ordine Roma): il Paese migliora se s’incentivano i medici non se si minacciano

Silvio Campione | 13/10/2010 19:06

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“Di questo passo Brunetta riuscirà nel suo intento: partire dal 1 febbraio con le sanzioni per chi non invia il certificato di malattia in via telematica”. Salvatore Panza,  medico di medicina generale, commenta con una punta di amarezza i dati che arrivano da Palazzo Vidoni. Brunetta conferma che “il totale dei certificati trasmessi con la nuova procedura sfiora ormai le 850.000 unità. Solo nell'ultima settimana ne sono stati inviati online circa 144.000, con un flusso medio giornaliero più che triplicato rispetto a quello medio registrato nello stesso periodo di settembre”.

A livello regionale, secondo una nota del ministero per la pubblica amministrazione e l'innovazione, i documenti trasmessi con la nuova procedura telematica risultano così distribuiti: 392.112 in Lombardia, 91.613 nel Lazio, 60.266 in Veneto, 45.083 in Campania, 40.350 nelle Marche, 36.644 in Emilia Romagna, 33.559 in Sicilia, 21.044 nella Provincia di Bolzano, 20.238 in Abruzzo, 18.885 in Piemonte, 15.026 in Calabria, 14.124 in Toscana, 13.640 in Puglia, 9.520 nella Provincia di Trento, 8.957 in Liguria, 7.861 in Basilicata, 6.146 in Umbria, 5.971 in Sardegna, 4.103 in Valle d'Aosta, 2.479 in Molise e 1.329 in Friuli Venezia Giulia. Resta nel frattempo stabile all'88% la media regionale dei medici di famiglia dotati delle credenziali necessarie (PIN) all'invio dei certificati. Il processo di abilitazione dei medici è sostanzialmente concluso in Lombardia, Piemonte, Valle d'Aosta, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Provincia di Bolzano, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Basilicata, Campania, Puglia, Calabria e Sardegna. Progredisce invece la distribuzione dei PIN nella Provincia di Trento e in Molise (con oltre il 70% dei medici abilitati) nonché in Sicilia (67%), mentre resta ancora deficitaria in Liguria (42-43%). Intanto riceviamo un commento di Mario Falconi, presidente dell’Ordine provinciale di Roma dei medici chirurghi e degli odontoiatri: “I certificati on-line sono uno spiacevole esempio di come una pur necessaria innovazione possa creare problemi a cittadini e medici”.  “Tutti hanno concordato sull’esigenza, nell’era informatica, di mettere in rete questo aspetto dell’attività professionale. Occorre farlo, però - continua Falconi -, senza il ricatto di sanzioni gravissime, non degne di un paese civile, che non trovano riscontro in nessuna parte del mondo, e senza abbassare i livelli di assistenza ai cittadini a causa di un sistema non organizzato e non governato in maniera appropriata. Al di la delle trionfalistiche esternazioni del ministro Brunetta, i problemi organizzativi (funzionalità delle credenziali, banda larga, problemi legati alle visite domiciliari ed alla distribuzione parcellizzata degli studi dei medici di famiglia, accesso al call center, disomogenea attribuzione dei Pin fra le varie categorie professionali etc.) sono ben lungi dall’essere risolti. Se le Regioni e le direzioni aziendali non metteranno in campo un forte impegno a creare una rete con la connettività di tutti i professionisti del Ssn, che consenta altresì operazioni di invio le più semplici e celeri possibili, verrà di fatto sottratto tempo prezioso a quella che deve essere la principale mission di ogni medico: l’assistenza. Molti sono infatti i colleghi che - aggiunge - già adesso, oberati da una ingravescente deriva burocratica, perdono ulteriore tempo prezioso per problemi legati alla trasmissione telematica e i cittadini che sono costretti, per ottenere la certificazione di malattia, a peregrinare da un professionista all’altro dei vari comparti, con il reale rischio di possibili contenziosi tra i nostri iscritti , sia di ordine legale che deontologico. Le moltissime Regioni con i conti in profondo rosso, dovrebbero poter usufruire, almeno in parte, di quelle importanti risorse economiche che l’Inps risparmia con l’invio telematico dei certificati (alcune centinaia di milioni di euro), da poter reinvestire negli indispensabili strumenti tecnologici utili a cittadini e medici. Esortiamo pertanto tutti, governo, Regioni e medici alla massima collaborazione e al buon senso, a partire dal ministro Brunetta, il quale deve farsi carico di una modifica legislativa che riconduca tutto nell’alveo delle giuste e normali procedure e sanzioni disciplinari. Il Paese migliora se si premiano i più bravi e meritevoli e non se si minacciano tutti, con l’incubo di sanzioni irrazionali e spropositate, sicuramente funzionali ad alimentare un clima di esasperazione e di odio. Se costretti, conclude Falconi, non esiteremo a mettere in essere tutte le azioni possibili, politiche e legali, che si dovessero rendere necessarie per tutelare cittadini e medici”. Per commentare clicchi qui.