Federalismo, la sanità preoccupa le regioni

Redazione DottNet | 14/10/2010 19:56

asl lea

I lavori della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome segnano un momento di stallo: tra Regioni del sud preoccupate per l'impatto che il federalismo avrà sulle proprie entrate, Regioni a statuto speciale che rivendicano assicurazioni sul proprio 'status', i tagli imposti dalla manovra, in particolare sul trasporto pubblico locale, sui quali tutte le Regioni chiedono da tempo una revisione al governo e il riparto del Fondo sanitario nazionale su cui le Regioni sono chiamate a confrontarsi, il confronto sembra aver segnato un momento di empasse. Tuttavia c'è la volontà da parte di tutti di proseguire il lavoro tanto che il presidente della Conferenza, Vasco Errani, ha annunciato una serie di sedute straordinarie il 26 e il 27 ottobre, in vista della Conferenza del 28 ottobre alla quale seguirà la Conferenza Unificata dove all'ordine del giorno ci saranno i decreti sul federalismo fiscale regionale, provinciale e municipale.

 Ma  nemmeno la commissione congiunta Sanità e Bilancio della Conferenza, convocata martedì scorso, era riuscita a sciogliere i nodi e aveva rinviato ad una valutazione di tipo politico. Ma già le prime dichiarazioni rilasciate dal governatore della Regione Siciliana, il primo a lasciare i lavori della Conferenza odierna, hanno fatto comprendere che il fronte delle Regioni a statuto speciale è sul piede di guerra: 'Questo decreto per le Regioni speciali non ha valore. Abbiamo portato una serie di emendamenti che scaturiscono dall'incontro che abbiamo avuto ieri sera con le altre Regioni a Statuto Speciale - ha spiegato Lombardo - e abbiamo ribadito un punto: la legge 42 del 2009 sul federalismo ha bisogno di un confronto tra ciascuna Regione Speciale e il Governo per definire i punti che vanno concordati'. 'Di attuazione del federalismo potremo parlare con cognizione di causa quando il governo ci avrà risposto sugli emendamenti che abbiamo presentato alla legge 42 del 2009', gli fa eco il presidente della Regione autonoma Valle d'Aosta, Augusto Rollandin. Il presidente del Lazio, Renata Polverini, ha detto di auspicare 'che ci sia l'apertura dei due tavoli che avevamo chiesto a Tremonti, uno sulla manovra e uno più specifico per il trasporto pubblico locale, per il quale peraltro avevamo già avuto indicazioni dai ministri che si stava lavorando. Quindi mi pare che si vada avanti". 'Abbiamo discusso delle varie posizioni; c'è una valontà comune di continuare l'approfondimento. Si continua a lavorare ma una posizione condivisa ci sarà solo nei prossimi giorni', ha sostenuto il presidente della Campania, Stefano Caldoro, lasciando la sede del Cinsedo. "L'accelerazione impressa dal governo al federalismo fiscale non è stata gradita dalle Regioni ma abbiamo tempo fino a novembre per lavorare e proseguire il confronto con il governo": ha spiegato il coordinatore degli assessori al Bilancio Romano Colozzi, secondo il quale 'abbiamo 4-5 settimane di lavoro, dunque, per trovare una sintesi accettabile'. Ed Errani insiste: bisogna definire i Lea (Livelli essenziali di assistenza) e i Lep (Livelli essenziali delle prestazioni), cioè dire ai cittadini italiani quali servizi sono garantiti. E fa un esempio: è necessario stabilire non solo quanto costa un bambino all'asilo nido ma anche a quante famiglie lo Stato vuole fornire questo servizio, che oggi in media viene erogato al 10% delle famiglie, in Emilia Romagna a circa il 30%. E poi, altro punto dolente, 'il federalismo fiscale deve partire, ne siamo convinti, ma affrontando il problema relativo alla manovra. Con quei tagli le Regioni non sono in grado di assicurare nulla'. Critico il governatore della Basilicata, Vito De Filippo: "Il Governo fa il rigoroso scaricando i problemi alle Regioni. Per il federalismo non basta trovare nelle Regioni un capro espiatorio a cui addossare i tagli. Si definiscano i livelli di servizio da garantire ai cittadini'. E anche sul fronte dei Comuni arrivano critiche 'la legge di stabilità approvata  dal Consiglio dei ministri non sembra proporre le innovazioni che, come Anci, avevamo chiesto', fa notare il presidente dell'Anci, Sergio Chiamparino, secondo il quale così 'il federalismo avrà un peso tale che difficilmente riuscirà a partire'. Per commentare clicchi qui.