In arrivo prima pillola contro sclerosi multipla. Già approvata negli USA e a breve responso UE

Farmaci | | 15/10/2010 16:38

Una pillola, la prima, contro la sclerosi multipla. Un farmaco che, invece di distruggere le cellule ribelli responsabili della malattia, le sequestra e le 'addomestica', limitandone i danni. Il fingolimod, primo trattamento anti-sclerosi da somministrare per bocca, nato nei laboratori della svizzera Novartis e capostipite di una nuova famiglia di farmaci, e' fra le novita' presentate a Goteborg  durante il Congresso dell'Ectrims (Comitato europeo per la ricerca e il trattamento della sclerosi multipla). Il farmaco, gia' autorizzato dall'agenzia regolatoria americana Fda contro le forme recidivanti di sclerosi, e' all'esame dell'agenzia europea Ema di cui si attende a breve il responso.

Fingolimod (Gilenya*) inaugura la classe dei cosiddetti modulatori del recettore della sfingosina 1-fosfato (S1P). Tra i prodotti 'in vetrina' al summit scandinavo, e' una delle innovazioni che suscita piu' speranza fra medici e pazienti contro una malattia che colpisce circa 2,5 milioni di persone nel mondo, con una nuova diagnosi ogni 4 ore. In Italia si contano oltre 60 mila malati, in Ue mezzo milione. E il male si accanisce contro i giovani (si manifesta soprattutto fra i 20-40enni) e le donne (3 volte piu' colpite degli uomini). "Questi nuovi farmaci - spiega Giancarlo Comi, professore di neurologia all'universita' Vita-Salute San Raffaele di Milano, coordinatore dei centri italiani coinvolti in uno dei due studi registrativi su fingolimod - interferiscono con la disfunzione del sistema immunitario responsabile delle manifestazioni della malattia. L'aspetto innovativo e' che la loro azione non comporta la distruzione dei linfociti responsabili dell'aggressione contro la mielina", la guaina che riveste le fibre nervose. Questi 'soldati disertori' del sistema immunitario vengono piuttosto "confinati nelle loro caserme, i linfonodi, senza viaggiare nel sangue" per raggiungere i tessuti bersaglio. Risultato: tenendo a bada le ricadute della sclerosi, il malato non rischia di restare indifeso, possibile 'preda' di pericolose infezioni.

Fonte: AdnKronos 

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato