I farmaci si vendono nelle farmacie. Fofi, siamo contrari alle Asl e agli ospedali

Redazione DottNet | 16/10/2010 18:17

La distribuzione dei medicinali deve restare alle farmacie del territorio. Altre forme di dispensazione attraverso le Asl e le farmacie ospedaliere fanno registrare infatti disagi per i cittadini e per i medici di famiglia, spesso esclusi dalla prescrizione dei prodotti innovativi per i loro pazienti. Questo, in sintesi, l'appello di Maurizio Pace, segretario della Federazione degli Ordini dei farmacisti italiani (Fofi), a Roma, al convegno 'Filiera del farmaco: impatto della recente manovra.

Secondo Pace "è venuto il momento di ripensare la legge 405 che ha introdotto la modalità distributiva diretta (attraverso Asl e farmacie ospedaliere) che, negli anni, ha mostrato non poche debolezze, a cominciare dalla minore trasparenza riguardo alla spesa effettivamente sostenuta dai servizi sanitari regionali". Oltre ai già citati disagi per cittadini e medici di famiglia. "Vista la grande varietà di metodologie adottate nelle Regioni, con l'estremo della Liguria dove sono entrati nella diretta anche medicinali di fascia C, non rimborsati dal Ssn, si è compromessa l'uniformità di accesso al farmaco da parte di tutti i cittadini, facendo venire meno nel contempo l'obiettivo del risparmio", dice Pace.  Per il segretario della Federazione, però, questi inconvenienti non hanno nulla a che vedere con l'opera dei farmacisti ospedalieri, che anzi spesso vengono sottratti ai loro compiti per fare fronte alla distribuzione diretta. "Questo sistema è obsoleto, visto che la stessa Agenzia del farmaco ha soppresso la categoria dei farmaci Osp 2 e si è prevista una lista di farmaci innovativi da dispensare in farmacia". Pace ha ricordato che in alcune Regioni "ci si sta già orientando alla distribuzione per conto attraverso le farmacie di comunità. Potenziare il ruolo delle farmacie - ha concluso - come previsto dalla legge sulla farmacia dei servizi, ed esaltare il ruolo del farmacista ospedaliero nella gestione del rischio clinico e nel controllo dell'appropriatezza, attraverso l'introduzione del farmacista di dipartimento, sono obiettivi che accomunano la linea della Federazione e i programmi del ministero della Salute". Per commentare clicchi qui.

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