Passi avanti per cura della talassemia. risultati studio pubblicato su Hematologica

Adelaide Terracciano | 18/10/2010 10:14

cnr globuli-rossi talassemia terapia anemia-mediterranea

Un passo avanti fondamentale per la cura della talassemia è stato fatto alla Fondazione Monasterio di Pisa, Istituto ospedaliero e di ricerca della Regione Toscana e del Cnr. L'istituto ha messo a punto un metodo per la conoscenza dell'accumulo di ferro nel cuore, fondamentale per la terapia della talassemia maior, la forma più grave della cosiddetta anemia mediterranea, malattia ereditaria che in Italia registra circa 7.000 casi. La malattia si manifesta quando entrambi i genitori sono portatori dell'alterazione di un gene dell'emoglobina: comporta l'accelerata distruzione dei globuli rossi e richiede trasfusioni ogni 15-20 giorni fin dalla tenera età; ne consegue un accumulo di ferro nei tessuti, in particolare nel cuore, che se non trattato con farmaci che lo rimuovono (chelanti del ferro) porta allo scompenso di cuore, la più frequente causa di morte in questa malattia.

La terapia chelante, che ha aumentato significativamente l'aspettativa di vita di questi pazienti, prima non superiore ai 15 anni, dovrebbe essere guidata dalla conoscenza dell'accumulo di ferro nel cuore, che, in mancanza di indicatori validi, ne costituiva finora l'anello debole, essendo praticamente condotta 'al buio'. Questa lacuna è ora superata grazie alle ricerche condotte nella Fondazione Monasterio dall'unità clinica di Risonanza Magnetica diretta da Massimo Lombardi, in particolare da Alessia Pepe, i cui risultati sono stati pubblicati in questi giorni sulla rivista internazionale Hematologica. "Sono davvero orgogliosa di questi risultati ottenuti dalla Fondazione Monasterio - dice in una nota l'assessore al Diritto alla salute Daniela Scaramuccia - Si tratta indubbiamente di un successo internazionale della ricerca toscana in sanità, che si traduce in cure migliori per i pazienti, toscani e del resto d'Italia". "Questo è un esempio evidente dell'integrazione tra attività di ricerca estremamente avanzata e applicazione in sanità a una problematica di grande rilevanza - aggiunge Luigi Donato, direttore generale della Fondazione Monasterio - E corrisponde esattamente alla vocazione della Fondazione Monasterio, che la Regione ha voluto per integrare la ricerca avanzata con la clinica nella sanità pubblica".

Fonte: “Hematologica”

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