Codici, nasce l’osservatorio malasanità

Redazione DottNet | 18/10/2010 18:50

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'Dallo scambio dei farmaci agli errori negli interventi chirurgici, con una media di circa 40 denunce al giorno e oltre 15.000 l'anno (26.000 solo nel 2006) l'Italia si trova ad affrontare uno dei più grandi problemi della sanità, considerando che ben oltre il 70 % di questi episodi potrebbero essere evitati con una adeguata attenzione e corretta organizzazione dei servizi'. Lo evidenzia il Codici, che ha attivato l'osservatorio vittime della malasanità, sottolineando come 'i casi di malasanità costino allo Stato, e quindi ai contribuenti, qualcosa come 10 miliardi di euro ogni anno'. E, cita uno studio 'che, esaminando 1.900 sentenze del Tribunale civile di Roma dal 2001 ai primi tre mesi del 2007, ha evidenziato che gli errori in corsia più frequenti sono stati dei chirurghi (595), seguiti dagli odontoiatri (278), ortopedici (245), ginecologi (191), chirurghi estetici (181) e oculisti (93).

Per quanto riguarda il giudizio di colpevolezza, 434 sentenze hanno censurato principalmente una condotta 'omissiva', cioè una colpevole mancanza del medico, mentre in 864 casi 'una condotta commissiva', ovvero un comportamento giudicato errato. Negli ultimi giorni ci sono stati, poi, diversi casi di malasanità dovuti a setticemia'.'I pazienti ricoverati in ospedale non solo si sottopongono a trattamenti diagnostici e terapeutici invasivi, ma versano in una condizione di debolezza immunitaria e di conseguenza suscettibile alle infezioni - commenta il Segretario Nazionale dell'associazione, Ivano Giacomelli -. Secondo i dati documentati dal Ministero della Sanità, ogni anno negli ospedali italiani vengono effettuati circa nove milioni di ricoveri ordinari, quasi la metà di questi sono per intervento chirurgico'. Si stima che dal 4,5 per cento al 7 per cento di questi pazienti acquisisca una infezione ospedaliera. 'Il dato potrebbe apparire di per se' irrilevante - sottolinea l'associazione -, ma stiamo parlando di un numero pari a 450.000/700.000 casi, con una mortalità pari all'1 per cento'. Clicchi qui per commentare.