Cooperative di medicina generale: al via il congresso su esperienze e integrazione col sistema sanitario nazionale

| 19/10/2010 21:32

Si apre domani, 21 ottobre, il Congresso nazionale delle cooperative mediche di medicina generale, che si concluderà domenica 24. Tema dell'incontro: le forme e il ruolo che la medicina generale italiana, organizzata in cooperativa, può offrire, con la sua esperienza e le sue best practices, al Piano di riorganizzazione del Sistema Sanitario Nazionale a garanzia e tutela della continuità assistenziale nel territorio. Il Congresso, organizzato da A.N.Co.M (Associazione Nazionale delle Cooperative Mediche) e Federsanità/Anci, vede la collaborazione di FIMMG (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale) Legacoop e Ancot (Associazione Nazionale Comuni Termali) a sottolineare i rapporti, che legano strettamente l'associazionismo della medicina generale con l'intero segmento della cooperazione e le associazioni e le istituzioni del territorio.

 "L'assistenza sanitaria - dice Simone Crescenzo, presidente A.N.Co.M - deve essere equa, universale e sostenibile e per questo, oggi, nella logica della de-ospedalizzazione, i modelli di cooperazione presenti sul territorio nazionale realizzati dai medici di medicina generale possono dare, se inseriti in un piano organico e funzionale, un contributo importante al controllo dei livelli di spesa e alla riduzione dell'inappropriatezza, per favorire la continuità assistenziale, soprattutto nei confronti delle patologie cronico-degenerative a forte incidenza economica, sociale e umana. Quello che il mondo della cooperazione medica chiede - continua Crescenzo - è la valorizzazione di tutte quelle esperienze, che, avviate ormai da diversi anni in varie regioni d'Italia, hanno dato vita a veri e propri modelli di presidi sanitari organizzati e specializzati, capaci ormai di prendersi in carico la gestione della salute nel territorio. In questo senso riteniamo - prosegue Crescenzo - che, se la riorganizzazione del Sistema Sanitario Nazionale, secondo logiche federaliste, può essere una possibilità di superamento delle criticità assistenziali attuali, rimane tuttavia imprescindibile il confronto con un modello fondato sul welfare delle opportunità, teso a valorizzare le esperienze sul territorio e a disegnare un quadro comune, in cui professionalità e specializzazione, sia clinica che sanitaria, concorrono alla difesa della salute come bene dell'intera comunità". "Da anni - aggiunge Angelo Lino Del Favero, presidente di Federsanità/ANCI - il presidio sanitario territoriale di frontiera è rappresentato dai Medici di Medicina Generale, che, in accordo con le Aziende sanitarie di pertinenza, svolgono un imponente lavoro di prevenzione, cura e assistenza, nonché di contatto con il cittadino/paziente, anche per raccogliere informazioni utili a indirizzare al meglio e dirigere il percorso clinico". Clicchi qui per inserire un commento.

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