Acido alfa lipoico: un nuovo trattamento della neuropatia diabetica

| 20/10/2010 16:08

Il dolore neuropatico è una complessa situazione dolorosa nella quale sono implicati dal punto di vista etiopatogenetico diversi  meccanismi tra i quali alterazioni neurofunzionali delle varie strutture deputate alla conduzione ed alla modulazione degli impulsi nervosi quali i tronchi nervosi periferici, le radici nervose, i gangli dorsali ed il midollo spinale. Queste alterazioni implicano una variazione della concentrazione di numerosi neuropeptidi e neurotrasmettitori. Anche a livello sovraspinale, nelle strutture deputate alla trasmissione dello stimolo doloroso ed in quelle deputate alla modulazione e sopratutto alla percezione del dolore, sono state riscontrate sia alterazioni neurofunzionali che della concentrazione di diversi neurotrasmettitori (1) (Chen H.et al, 2004). In base a questi presupposti etiopatogenetici  è possibile individuare composti idonei al trattamento del dolore neuropatico.

La neuropatia più frequente nel mondo occidentale è la neuropatia diabetica (2)(Vinik Al et al., 2000) in continuo aumento sia come prevalenza che come incidenza a causa delle variazioni epidemiologiche del diabete che è ormai considerato una vera e propria epidemia di portata mondiale. La malattia diabetica può dare origine a diverse sindromi neuropatiche periferiche a seconda dell’interessamento delle fibre nervose sensitive, motorie ed autonomiche del sistema nervoso periferico. Da un punto di vista classificativo e clinico possono essere individuate forme cliniche diffuse e focali. Le forme diffuse comprendono la polineuropatia simmetrica distale e la neuropatia autonomica mentre le forme focali comprendono le mononeuropatie, le mononeuropatie multiple, le plessopatie e le poliradicolopatie. La forma di più frequente riscontro è la polineuropatia simmetrica distale. Le varie forme di neuropatia costituiscono una complicanza del diabete: nel tipo I generalmente si manifestano dopo 5 – 10 anni dall’esordio della malattia mentre nel tipo II possono presentarsi dopo solo pochi anni, o addirittura al momento della diagnosi, specialmente in caso di inadeguato controllo della malattia o ritardo diagnostico. Dal punto di vista clinico quando sono compromesse le vie sensitive le parestesie costituiscono il sintomo d’esordio; in caso di interessamento delle fibre sottili compaiono dolore spesso di tipo lancinante, allodinia, iperalgesia. L’ipoestesia ingravescante è il sintomo predominante,  ed espone a traumi occasionali comportando lesioni cutanee. Le lesioni a livello delle fibre di grosso diametro si traducono dal punto di vista sintomatologico a livello muscolare in fascicolazioni e crampi, ipostenia e ipotonia seguite da ipototrofia che può esitare fino ad atrofia. La  compromissione del sistema nervoso vegetativo è indicato dalla presenza di ipotensione ortostatica, aritmie cardiache, disfunzione erettile, turbe minzionali, alterazioni pupillari e dell’alvo, distrofie cutanee (3).(Wuarin-Bierman L et al, 1987). La neuropatia diabetica è una malattia a genesi multifattoriale ma sicuramente il cattivo controllo glicemico, la durata del diabete e soprattutto  la microangiopatia dei vasa nervorum  svolgono un ruolo patogenetico di primo piano. La microangiopatia determina ischemia distrettuale con accumulo intracellulare di metaboliti glucidici dotati di notevole potenziale ossidante con conseguente aumento di stress ossidativo a livello cellulare. I radicali dell’ossigeno comportano danneggiamento delle membrane cellulari ed alterazioni a carico del DNA. Di conseguenza composti ad attività antiossidante possono avere una molteplicità di azioni benefiche nel trattamento sintomatologico di pazienti affetti da neuropatia Diabetica. Uno studio (4)  condotto in Russia e in Israele (Ziegler D et al., 2004) su pazienti diabetici trattati con acido alfa-lipoico alle dosi di: 600 mg/die; 1200 mg/die e 1800 mg/die oppure placebo per cinque settimane ha evidenziato nell'end-point primario un cambiamento, rispetto al baseline, di uno score che includeva il dolore causato dalla neuropatia diabetica, le parestesie e l'intorpidimento dei piedi  durante il sonno. Rispetto al baseline il punteggio si è ridotto di 4.9 punti nel gruppo trattato con 600 mg/die di acido alfa lipoico, di 4,5 nel gruppo trattato con 1200 mg/die di acido alfa lipoico; di 4,7 punti nel gruppo trattato con 1800 mg/die di acido alfa lipoico e di 2,9 punti nel gruppo placebo. La percentuale di soggetti che ha mostrato una riduzione di almeno il 50% dello score è stata nei diversi gruppi rispettivamente di 62%, 50%, 56% e 26%. Gli autori dello studio hanno quindi concluso che il trattamento con acido alfa lipoico per cinque settimane migliora significativamente i sintomi della neuropatia diabetica e che la dose di 600 mg/die sembra essere quella con il rapporto rischi/benefici più favorevole nella pratica clinica.

Bibliografia:

1. Chen H.et al., Contemporary management of neuropathic pain for the primary care physician. Mayo Clin. proc. 2004; 79: 1533-1545.

2.Vinik Al et al., Diabetic neuropathies. Diabetologia. 2000;43:957-973

3. Wuarin-Bierman L et al., Hyperalgesia en spontaneous and experimental animal models of diabetic neuropathy. Diabetologia. 1987, 30:653-8.

4. Ziegler D et al. Treatment of symptomatic diabetic polyneuropathy with the antioxidant alpha-lipoic acid: a meta-analysis. Diab Med 2004 Feb;21:114-21 

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