Ddl lavoro: per la Cgil è una picconata contro i medici e i precari. Contro anche Anaao e Aaroi

Silvio Campione | 20/10/2010 21:29

 sindacati dei medici italiani criticano duramente il ddl lavoro approvato ieri al Senato che, prevedendo la possibilità della pensione a 70 anni, colpisce i medici precari per cui si allontana 'ancora di più la possibilità di stabilizzazione'. Fp Cigl Medici, Anaoo-Assomed e Aaroi-Emac sono concordi nel criticare il provvedimento che viene definito iniquo e in contraddizione con il provvedimento sulla 'rottamazione' dei medici voluto dal Ministro Brunetta. Il ddl viene inoltre contestato per la possibilità di revoca del part-time per le donne medico. Per il leader della Fp Cgil Medici, Massimo Cozza, l'approvazione del ddl rappresenta 'un'altra picconata contro migliaia di precari'. Cozza sottolinea che il disegno di legge colpisce anche i 'medici giovani e con incarichi professionali che si vedono ulteriormente preclusa la carriera dagli apicali, a partire dai direttori di struttura complessa (ex primari) che avranno maggiore interesse a rimanere in servizio'. In tal senso Cozza ricorda che il provvedimento prevede 'la possibilità per i medici pubblici di andare in pensione, su propria istanza, con 40 anni di contributi effettivi, ma senza oltrepassare i 70 anni di età. E poiché quasi tutti i medici sono assunti dopo i 30 anni, questa legge di fatto introduce il pensionamento a 70 anni'.

Sulla stessa linea l'Anaao Assomed, l'Associazione medici dirigenti, secondo cui la legge 'penalizza i diritti sociali ed il lavoro precario, riducendo la possibilità per gli operatori sanitari di assistere familiari disabili e di accedere ad un regime di part-time. Anzi, la stretta sul part-time si arricchisce ora della possibilità da parte delle amministrazioni di revocare i contratti già stipulati, colpendo i medici donna che costituiscono quasi il 60% dell'universo professionale, già provate da una pesante organizzazione del lavoro che le penalizza nella sfera privata e professionale'. Critica anche l'Aaroi-Emac, associazione che rappresenta i medici specialisti in anestesia e rianimazione, che sottolinea come il ddl favorisca "il blocco del ricambio generazionale della dirigenza medica e di conseguenza un inesorabile aumento del precariato". L'Aaroi-Emac ribadisce inoltre la netta contraddizione con il provvedimento che introduce la prematura "rottamazione" dei medici con quarant'anni di contribuzione, compresi gli anni riscattati, voluta dal Ministro Brunetta. "Con la rottamazione - spiega il presidente dell'associazione, Vincenzo Carpino - si mandano a casa colleghi non ancora sessantenni, che offriranno la loro professionalità all'ospedalità privata. Con il recente provvedimento, invece, altri colleghi resteranno in ospedale fino a 70 anni. Un prolungamento dell'età pensionabile contro cui continueremo a batterci perch‚ palesemente in conflitto con le battaglie e l'impegno di tanti anni che l'Associazione ha profuso per il riconoscimento di attività usurante a favore degli anestesisti e rianimatori". Per commentare clicchi qui.

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