Disturbo da deficit di attenzione e iperattività colpa dei geni, studio apre a nuove ricerche

Pediatria | | 21/10/2010 15:16

Ha origini genetiche il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (Adhd). E' la scoperta di ricercatori britannici dell'Università di Cardiff, che hanno condotto un vasto studio clinico su 366 bambini e adolescenti, con Adhd, di età compresa tra i 5 e i 17 anni, i cui dati sono stati confrontati con quelli di 1.047 bambini sani. Secondo lo studio pubblicato su Lancet, il disturbo è legato a differenze riscontrabili nel cervello dei bambini colpiti. Queste differenze sono provocate da segmenti del Dna duplicati o mancanti.

La sovrapposizione principale, secondo gli scienziati, è stata identificata in una particolare regione sul cromosoma 16, già implicata nella schizofrenia e in altri disturbi psichiatrici. Dai dati dello studio emerge, secondo i ricercatori, da un lato, che la genetica, e nello specifico le mutazioni o duplicazioni cromosomiche, devono essere considerate prioritare nella ricerca sul disturbo. Dall'altro lato, la conferma delle origini genetiche dell'Adhd, smentisce l'ipotesi che il disturbo sia un problema di tipo sociale."I risultati di questo studio - commenta Paolo Curatolo, primario della Clinica di Neuropsichiatria Infantile dell'università degli Studi di Roma Tor Vergata - rappresentano un passo avanti  importante nella ricerca e offrono un'ulteriore conferma rispetto all'origine neurobiologica del disturbo che in Italia colpisce il 2-3% della popolazione infantile". La notizia è stata accolta favorevolmente anche dall'Associazione italiana famiglie Adhd, Aifa Onlus. "Noi genitori e familiari di bambini Adhd - dice Patrizia Stacconi, presidente di Aifa Onlus - ci auguriamo che questa importante scoperta possa avere un ruolo significativo non solo sotto il profilo scientifico, dove può contribuire ad aprire nuovi orizzontisul fronte della ricerca clinica e dello sviluppo di terapie sempre più efficaci, ma anche sotto il profilo socio-culturale: esiste infatti uno stigma legato all'Adhd e al suo riconoscimento come vero e proprio disturbo, contro il quale siamo costretti a confrontarci quotidianamente".

Fonte: Lancet

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