Legge 194, botta e risposta tra Bresso e Cota. Viale contro tutti

Redazione DottNet | 25/10/2010 10:06

'La legge 194 è una buona legge che tutela le donne in un momento difficile della loro vita' dice Mercedes Bresso. 'A me interessa solo rispettare il mio programma elettorale in materia di sostegno alla vita, per questo sono favorevole alla presenza di associazioni pro-vita all'interno dei consultori', controbatte Roberto Cota, presidente della Regione Piemonte. Ancora una volta è botta e risposta tra Bresso e Cota. Oggetto è l'aborto, tema trattato in due convegni di pensiero opposto organizzati  a Torino. Uno si è svolto nel palazzo del Consiglio regionale, organizzato da Mercedes Bresso, con gli operatori dei consultori, l'altro, voluto dal Movimento della Vita ha visto la presentazione al pubblico da parte di Cota del recente protocollo, approvato in Giunta, che introduce i volontari delle associazioni antiabortiste nei consultori.

 'Parlare di legge 194 significa parlare di tanti altri aspetti, del lavoro, della sessualità, dei servizi all'infanzia, della contraccezione - dice Bresso - non e' una questione ideologica, l'aborto un dramma per la donna, la struttura pubblica deve accoglierla e aiutarla, anche con l'ausilio di figure professionali in grado di farlo'. 'Aggredire le donne che si recano nelle strutture pubbliche brandendo sedicenti immagini di feti, come fa il Movimento per la vita - ha aggiunto il consigliere regionale Andrea Stara, promotore del convegno insieme alla collega Bresso - non aiuta nessuno, ne' la donna ne' il bambino, è indice di violenza e arroganza e produce solo sofferenza'. Stara e Bresso, accogliendo poi le richieste dalle donne presenti in sala hanno detto che chiederanno al governatore Cota 'di sedersi ad un tavolo per ridiscutere il protocollo di presa in carico delle donne nei consultori'. 'La legge 194 è una buona legge con la quale si è tutelata la salute delle donne - ha concluso Bresso - bisogna fare tutto il possibile per ridurre il numero degli aborti, per aiutare le donne e informarle sulle possibilità che hanno in caso di una gravidanza difficile, compreso l'utilizzo della Ru486. Comunque va ricordato che solo il 4% delle attività dei consultori riguarda l'aborto e che il Piemonte è la più virtuosa delle Regioni, con un calo delle ivg tra il 2008 e il 2009 pari al 6,8% contro il -3,8% dell' Italia settentrionale e il 3,6% delle media italiana'. Critico nei confronti sia di Cota sia di Bresso, si è detto Silvio Viale, ginecologo radicale e promotore della Ru486: 'no a strumentali e inutili contrapposizioni ideologiche, l' aborto è un diritto garantito dalla legge e basta. Bisogna stare attenti a non scimmiottare gli slogan degli antiabortisti come ha fatto il convegno di Bresso di oggi '194: una legge per la vita'. Non serve a nessuno, non serve alla verità'. Clicchi qui per commentare.

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