Sicurezza, stretta sulle farmacie

Farmacia | Redazione DottNet | 24/10/2010 12:07

Le hanno già ribattezzate 'i bancomat dei rapinatori'. Forse un'esagerazione, ma è pur vero che negli ultimi anni le farmacie italiane sono state uno dei bersagli principali della microcriminalità, che nel tempo ha spostato i suoi punti di aggressione dalle banche agli esercizi commerciali, in particolare i presidi sanitari, dove i consumatori sono abituati a pagare con denaro contante. Un primato non proprio esaltante, che ha costretto le farmacie a correre ai ripari, come dimostra il protocollo d'intesa firmato nei giorni scorsi tra il Viminale e Federfarma, che prevede il collegamento dei sistemi di videosorveglianza delle farmacie con le sale operative delle Forze di Polizia.

In sostanza, d'ora in avanti, le centrali operative potranno monitorare in presa diretta la situazione nelle farmacie che sceglieranno di aderire all'intesa. Un'esigenza, quella della sicurezza, che coinvolge indistintamente farmacie del Nord, del Sud e del Centro. A Milano e provincia, il picco della rapine si è avuto nel 2008, quanto si è passati da 131 a 267 farmacie (+53%). Nell' ultimo biennio, invece, c'è stata una leggera inversione di tendenza, e nel 2010, a fine settembre, le rapine segnalate sono state 149, di cui 49 in provincia (l'ora preferita tra le 18 e le 19). Una piccola flessione ma non tale da rasserenare il clima, considerato che alcune farmacie sono state costrette a far ricorso alle guardie giurate. 'Una situazione che stava diventando difficile - spiega il presidente di Federfarma, Annarosa Racca - per questo ritengo che l'intesa raggiunta con il ministero dell'Interno rappresenti un passo fondamentale in avanti e sono convinta che piano piano la maggior parte delle farmacie sceglierà di aderire al protocollo'. La situazione non migliora se ci si sposta a Roma, dove i dati parlano di 192 rapine subite nel 2009 (500 euro a rapina il danno economico stimato), con un lieve incremento rispetto all' anno precedente, e di una situazione per l'anno in corso che al momento si presenta stabile. Lo sfortunato record sembra spetti a una Farmacia del quartiere Prati che, tra agosto e settembre 2010, ha subito 5 rapine in 10 giorni, ovvero una ogni 2 giorni. In Campania, vista la drastica impennata delle rapine, nel 2008 la società di assicurazioni, cui era legata Federfarma Campania, ha addirittura rescisso il contratto, costringendo le farmacie a stipulare polizze singolarmente. Eppure non tutti si dicono convinti della totale validità dell'intesa con il Viminale, considerati anche i costi: aderire al protocollo significa infatti spendere 300 euro per chiedere il permesso di installazione alla Direzione Provinciale del lavoro, e almeno altre 1500 euro per il costo dei sistemi di video sorveglianza. 'L'intesa potrà abbreviare i tempi di arrivo della Polizia ma non risolve il problema e certo non scoraggia il rapinatore. Ci vorrebbe invece più controllo del territorio', spiegano da Federfarma Roma, da dove sottolineano anche un altro problema: 'Molte centrali operative viaggiano ancora in analogica e non su un supporto di tipo digitale e questo potrebbe complicare non poco l'utilizzo di questi sistemi'. Infine una curiosità: secondo i dati di Federfarma Milano le armi utilizzate dai rapinatori nel 2010 nel capoluogo Lombardo sono state il coltello (34%), il taglierino (23%) e la pistola (22%). Clicchi qui per un commento.

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