Alle porte l'obesità da crisi economica: più cibi grassi nelle dieta

Redazione DottNet | 30/09/2008 18:22

  Arriva l'obesità da crisi economica, con i carrelli della spesa sempre più poveri, nei quali i cibi sono sempre più economici e ricchi di grassi. ''L'alimentazione meno costosa va spesso a discapito della qualità e cercare di spendere meno può paradossalmente portare a ingrassare'', ha osservato il presidente dell'Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica (Adi), Giuseppe Fatati, presentando a Roma l'Obesity Day, in programma per il 10 ottobre. 

Con porte aperte dei servizi di dietetica dell'Adi (www.obesityday.org), sarà la giornata dedicata a prevenzione e cura dell'obesità, un problema in deciso aumento in Italia. Secondo i dati più recenti disponibili, quelli del Progetto Cuore dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss), è obeso il 18% degli uomini e il 22% delle donne. Più colpito il Sud (19% e 31%). Tra le cause, secondo Fatati, la cattiva alimentazione è ai primi posti, insieme con uno stile di vita sedentario. Nei ''nuovi'' carrelli della spesa - ha aggiunto - diminuiscono gli alimenti tipici della dieta mediterranea: ''Calano i consumi di frutta, verdura e olio d'oliva'' e aumentano i cibi confezionati, più ricchi di grassi e zuccheri. Per gli esperti, è comunque possibile spendere meno e mangiare in modo sano: ''si calcola che l'italiano medio getta circa il 30% di ciò che acquista'', ha detto Fatati. Tornare a fare la vecchia lista della spesa può aiutare a ''resistere'' alle tentazioni del supermercato ed evita acquisti in eccesso. E' anche utile - ha concluso - scegliere frutta e verdura di stagione, pesce azzurro, ridurre il consumo di carne preferendo i legumi.

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