Bologna, prenotazioni Cup anche dalle parafarmacie

| 24/10/2010 12:13

sanità-pubblica

Effettuare le prenotazioni del Cup, da qualche mese, e' possibile anche in otto parafarmacie del territorio bolognese. Dopo una primissima fase di sperimentazione, avviata a giugno, il progetto e' stato presentato oggi alla stampa. "E' una delle primissime convenzioni di questo tipo in Italia e sicuramente la prima per quanto riguarda le grandi citta'", spiega Loreno Rossi, direttore di Confesercenti Bologna. Sul territorio provinciale sono 27 le parafarmacie di vicinato o di medie dimensioni nate dopo la liberalizzazione: al loro interno, con la presenza di un farmacista abilitato, e' possibile acquistare gli stessi prodotti che si trovano nelle normali farmacie, ma che non necessitano di ricetta medica. Oggi, in quattro esercizi presenti in citta' ed altrettanti aperti in provincia (Crevalcore, Funo di Argelato, Bazzano, Castel Maggiore), si possono anche effettuare le prenotazioni Cup, dopo un corso di formazione di 60 ore seguito dagli operatori.

Finora le prenotazioni registrate nelle parafarmacie interessate sono solo qualche centinaio al mese, ma "il servizio va- assicura Patrizia Bertaglia, presidente dell'Associazione nazionale delle parafarmacie italiane (Anpi)- ovviamente dobbiamo farlo conoscere di piu'".La convenzione tra Associazione delle parafarmacie e Ausl si inserisce "in una piu' ampia strategia che riguarda l'accesso alle prestazioni sanitarie sul territorio", sottolinea il direttore amministrativo dell'Ausl di Bologna, Luca Baldino, e' "un pezzo della riprogettazione dell'intero front office dell'area metropolitana". Di sicuro "un servizio in piu' offerto ai cittadini", aggiunge Giuliano Barigazzi, assessore alla Sanita' della Provincia di Bologna, che nel 2011 vede "l'anno in cui semplificare tutto cio' che riguarda l'accesso", con una precisa richiesta di "sburocratizzazione" avanzata dalla Conferenza socio-sanitaria ad Ausl, Policlinico Sant'Orsola ed Istituto Rizzoli. "Se facciamo migliaia di punti di accesso, ma poi le procedure successive restano un po' farraginose- aggiunge Barigazzi- non facciamo un gran servizio". Intanto con le otto parafarmacie in convenzione i punti di accesso Cup presenti sul territorio provinciale salgono a 260, ma il numero e' destinato a crescere: "Abbiamo gia' ricevuto la richiesta di altre parafarmacie di essere inserite nel percorso- spiega Rossi- e contiamo quindi di attivare un nuovo corso di formazione". Anche se, nel frattempo, anche le parafarmacie bolognesi devono fare i conti con le difficolta' del settore a livello nazionale. "C'e' chi vuole farle chiudere", ricorda Rossi, mentre al contrario Confesercenti chiede di estendere a questo tipo di attivita' anche la vendita dei farmaci con ricetta inseriti in fascia C. "Non capisco perche' non possiamo leggere una ricetta se non all'interno di una farmacia che costa due milioni di euro- manda a dire Bertaglia- siamo farmacisti a tutti gli effetti".