Pediatri: categoria a rischio estinzione. Fazio: aumenteremo i posti nelle scuole di specializzazione. Ancora indietro sull’informatica

| 24/10/2010 12:21

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I numeri parlano chiaro e non lasciano scampo: i pediatri rischiano 'l'estinzione'. Gia' tra cinque anni inizieranno a non essere abbastanza e dal 2025 il deficit sara' di 3mila professionisti in meno. Un allarme che oggi ha ricevuto una prima risposta dal ministro della Salute, Ferruccio Fazio, che ha promesso un aumento dei posti delle scuole di specializzazione in pediatria, proprio davanti alla Societa' italiana di pediatria (Sip), riunita a Roma per il suo 66/o congresso nazionale. ''La pediatria sara' la nostra prima priorita', seguita dalla geriatria - ha detto Fazio - Il Piano sanitario nazionale 2010-2012 cui stiamo lavorando richiede un aumento dei pediatri ed e' per questo che abbiamo deciso di aumentare il numero dei posti delle scuole di specializzazione universitaria, portandoli dagli attuali 212 a 250, forse anche qualcosa in piu'''.

 Un provvedimento alquanto tempestivo, visto il quadro delineato dai pediatri. Secondo i calcoli di uno studio della Sip, il 2020 sara' l'ultimo anno in cui si riuscira' a garantire in Italia l'assistenza sanitaria, per andare poi sempre peggio. Gli attuali 15mila professionisti tra dieci anni diventeranno infatti 11.768 e nel 2025 saranno 8.226. Considerando che i pediatri ritenuti necessari sono circa 11mila, il deficit sara' dunque di 3mila. ''In realta' - ha commentato Alberto Ugazio, presidente Sip - i problemi inizieranno gia' prima del 2020, precisamente nel 2015, per via dei prepensionamenti e del passaggio tra ospedale e territorio''. Per questo motivo, quanto annunciato dal ministro Fazio e' stato ben accolto dai pediatri. ''Il ministro - ha continuato Ugazio - ci ha dato delle notizie molto importanti. Il nuovo piano sanitario nazionale prevede una rete integrata tra ospedale e territorio, cosa fondamentale e necessaria per la promozione della salute dei bambini''. In secondo luogo la raccomandazione di chiudere le neonatologie sotto i 500 parti l'anno e ''accorpare quelle tra 500 e 1000 parti, e' un'ottima cosa - ha aggiunto - Per fare tutto cio' serviranno piu' pediatri, e quindi l'aumento dei posti nelle scuole di pediatria da 212 a 250 e' molto importante. Con questo aumento, si dovrebbe arrivare al numero sufficiente di pediatri''. Per sapere quanti saranno e come funzionera' la nuova pediatria in quest'integrazione tra ospedale e territorio, bisognera' aspettare il prossimo futuro. Ma un dato e' certo gia' da ora: la pediatria sara' sempre piu' rosa, visto che gia' adesso le pediatre rappresentano il 62% dei soci Sip.

Smartphone, kindle, ipad e google possono rappresentare i nuovi ferri del mestiere del pediatra futuro, ma il gap da recuperare, rispetto ai colleghi Usa che sono molto avanti su questo, e' almeno di 15-20 anni. A dirlo e' Alberto Tozzi, pediatra del Bambin Gesu' che ha tenuto un corso proprio su questo tema al congresso della Societa' italiana di pediatria. 'Gli Stati Uniti sono molto piu' avanti - spiega - anche perche' hanno stanziato moltissimi fondi per l'implementazione delle cartelle elettroniche e la formazione dei medici. Da noi purtroppo molti non sanno neanche come si fa la chiocchiola di un indirizzo email o come si scrive una pagina web'. Ma le nuove generazioni di pediatri, che hanno grande familiarita' con le nuove tecnologie, sono in crescita, cosi' come della disponibilita' di questi strumenti informatici. 'Il lavoro del pediatra - continua Tozzi - puo' contare sulla condivisione e ricerca delle informazioni e del materiale scientifico su internet, come Medscape. C'e' poi Epocrates, software che dal telefonino consente di consultare il peso del paziente, le interazioni sui farmaci, i valori di riferimento delle analisi di laboratorio'. Bisogna lavorare molto per la diffusione della cartella clinica elettronica, su cui vi sono esperienze disomogenee. Ma, visto che l'80% dei medici italiani ha internet in ambulatorio e il 30% degli italiani ha uno smartphone, 'si puo' solo migliorare. Su ebookreader come il Kindle - conclude Tozzi -e' possibile portarsi dietro la proprio biblioteca fino a 3500 libri, e lo smartphone ha funzioni di un vero e proprio computer. Tutti strumenti che ci saranno utili anche nella consultazione delle numerose raccomandazioni e linee guida, che adesso riusciamo a mettere in atto solo al 30%. Con gli strumenti elettronici potremo consultarle quando e dove vogliamo'.