La salute come bene comune nel Welfare delle opportunità al 5° Congresso Nazionale della Cooperazione di Medicina Generale

Aziende | Redazione DottNet | 25/10/2010 17:35

La necessità di una nuova consapevolezza dell’emergenza cronicità con  la conseguente riorganizzazione e riconversione della rete delle cure, dall’indispensabile integrazione tra sanitario e sociale, dalla difficile sostenibilità finanziaria in tempi di grave crisi economica ed occupazionale, dalla disomogenea distribuzione della qualità e dell’appropriatezza dei servizi tra regioni e nei territori, dalla necessità di proteggere e promuovere la preziosa specificità ed autonomia dei territori in un federalismo solidale. Queste sono le principali criticità oggetto di discussione del 5° incontro nazionale delle cooperative mediche di medicina generale, organizzato da Ancom e Federsanità Anci.

Il meeting di Fiuggi è ormai un appuntamento fisso per le cooperative mediche riunite in Ancom (Associazione nazionale delle Cooperative Mediche). Ad affiancarle all’evento c’è Federsanità Anci. Il convegno ha visto anche la collaborazione di Fimmg (Federazione italiana Medici di Medicina Generale) Legacoop e Ancot (Associazione nazionale Comuni termali) e ha ricevuto quest’anno l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica.

“Quello che il mondo della cooperazione medica chiede – ha dichiarato Crescenzo Simone, presidente Ancom, ai microfoni di DottNet – è la valorizzazione di tutte quelle esperienze, che, avviate ormai da diversi anni in varie regioni d’Italia, hanno dato vita a veri e propri modelli di presidi sanitari organizzati e specializzati, capaci ormai di prendersi in carico la gestione della salute nel territorio”.

Le cooperative tra medici di medicina generale non possono erogare servizi, secondo la normativa attuale, che restano di competenza e responsabilità del singolo professionista in rapporto fiduciario con il singolo assistito, ma possono però acquisire i “fattori di produzione” necessari all’attività medica, a cominciare da locali e personale di studio. In questo ambito, sottolinea Crescenzo Simone ai microfoni di DottNet, “i modelli di cooperazione presenti sul territorio nazionale realizzati dai medici di medicina generale possono dare, se inseriti in un piano organico e funzionale, un contributo importante al controllo dei livelli di spesa e alla riduzione dell’inappropriatezza, per favorire la continuità assistenziale, soprattutto nei confronti delle patologie cronico-degenerative a forte incidenza economica, sociale e umana”. Angelo Lino Del Favero, presidente di Federsanità Anci ha evidenziato che le cooperative mediche rappresentano una tipologia organizzativa che si è integrata nelle reti delle Aziende Sanitarie Locali, interessate da complessità gestionali ed organizzative sempre più estese e la loro esperienza, nello scenario futuro della sanità italiana, può svolgere la funzione di aiutare il processo di deospedalizzazione, di ridurre i costi del management sanitario, di fungere da presidi sentinella per il monitoraggio delle patologie più drammatiche e/o più diffuse. L’appuntamento di Fiuggi si è quindi confermato per Federsanità ANCI e A.N.Co.M.  l’occasione per presentare, condividere e promuovere le esperienze virtuose della cooperazione di medicina generale in un contesto dinamico e complesso in cui le opportunità e le iniziative vanno a ridefinire il welfare dell’immediato futuro.

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