Testamento biologico, il testo va in Senato

Redazione DottNet | 30/09/2008 18:28

  Sono in commissione Sanità al Senato i disegni di legge sul Testamento biologico con l'obiettivo, confermato dal sottosegretario al welfare Eugenia Roccella, di arrivare ad una legge entro l'anno. 

Il dibattito sulle disposizioni di 'fine vita' torna così a surriscaldarsi: Il presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei) Giuseppe Betori ha infatti ribadito i 'paletti' per la futura legge, dicendo 'no' alla autodeterminazione del paziente. Una posizione, quella affermata dalla Cei, che ha suscitato vari commenti. Un giudizio positivo arriva dal presidente dell'Udc Rocco Buttiglione: Betori, afferma, ''ha opportunamente precisato che la posizione ideale della Chiesa in materia di Testamento biologico non cambia. Davanti al rischio che l'eutanasia venga introdotta in Italia per decisione unilaterale di qualche magistrato, la Cei adesso chiede al Parlamento di legiferare''. Ed anche l'Udc pone i propri paletti, enunciando i punti fermi ai quali ''è bene guardare per fare una buona legge'', a partire dal 'no' alla sospensione di idratazione e nutrizione artificiali. Plaude anche la Lega Nord: Le parole di Betori, afferma Massimo Polledri, ''evidenziano ancor piu' quanto sia necessario essere prudenti in questa materia. Parliamo della vita degli individui, ma anche della solidarietà ai familiari del malato, troppo spesso dimenticati''. Critica, invece, l'Associazione Luca Coscioni: Si conferma, rileva Alessandro Capriccioli, membro della giunta dell'associazione, ''una politica prona alle imposizioni vaticane e incurante dell'opinione dei cittadini. Negare - commenta - la possibilità di sospendere l'alimentazione e l'idratazione artificiali e non voler considerare vincolanti le dichiarazioni anticipate, come confermato dal sottosegretario Roccella, infatti, altro non è che la declinazione pratica del criterio enunciato dal segretario della Cei. Un criterio di stampo marcatamente confessionale, e quindi assolutamente inaccettabile in uno stato di diritto''. L'avvio al Senato del dibattito sul Testamento biologico si annuncia, quindi, all'insegna delle polemiche. Al momento, sono sei i ddl già attribuiti alla commissione e per i quali partirà l'esame (quattro dell'opposizione): primi firmatari Marino (Pd), Tomassini (Pdl), Poretti (Pd), Baio (Pd), Massidda (Fi), Musi (Pd).  Tanti restano i nodi che registrano posizioni divergenti: dalla questione del consenso informato da parte del paziente (oggi è spesso solo un atto burocratico) alla figura del fiduciario (che il soggetto nomina, delegandolo a rappresentarlo nel momento in cui non dovesse più essere capace di intendere). Altra questione è la non obbligatorietà del Testamento biologico ed il fatto che, in caso di urgenza e non sapendo se il soggetto ha espresso dichiarazioni anticipate, i medici possano comunque procedere con i trattamenti. C'è poi il dibattito, anche questo aperto, circa la possibilità di obiezione di coscienza per i medici: prevederla o no?. Ma lo scoglio più arduo sembra proprio quello legato ai trattamenti di nutrizione-idratazione artificiali, ritenuti da alcuni una vera e propria terapia medica: alcuni ddl li vorrebbero esclusi dai trattamenti per i quali il soggetto può esprimere la volontà di sospensione; altri, al contrario, li includono tra i trattamenti medici e dunque sospendibili su indicazione del paziente.

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