Annali dei diabetologi diventino linee guida per regioni e ministeri

| 25/10/2010 17:42

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Gli Annali dell'associazione medici diabetologi (Amd), 'database' che raccoglie informazioni su piu' di 430 mila italiani con diabete, ''diventino per le Regioni e i Ministeri un modello di riferimento per migliorare assistenza e qualita' dei servizi''. A chiederlo sono i medici Amd, che oggi a Milano hanno presentato il loro convegno nazionale, in calendario dal 18 novembre a Firenze. Dal documento emerge che quasi una diabetico su cinque ha meno di 55 anni, mentre il 91,9% e' colpito da diabete di tipo 2. Da quest'anno per la prima volta e' stata inclusa negli annali una valutazione con l'indice 'score Q': ''Si tratta di una misura che valuta dal punto di vista qualitativo le cure e l'assistenza prestata - spiega Carlo Giorda, vicepresidente Amd - e conseguentemente l'efficacia nel prevenire le complicanze tipiche del diabete, dall'infarto all'ictus, ai disturbi alla vascolarizzazione'', fino alla mortalita' dei pazienti.

 Nello score Q, a ciascuna modalita' assistenziale viene assegnato un punteggio da 0 a 40: se inferiore a 15 il rischio di complicanze e' dell'80%, tra 15 e 25 il rischio e' del 20%, per abbassarsi ulteriormente sopra il 25. ''L'indice Q dell'assistenza italiana e' positivo - afferma Giorda -: 24,9 nel diabete di tipo 1, con i centri piu' efficienti al 29,1, e 24,3 in quello di tipo 2, con l'elite al 27,5. L'obiettivo, tuttavia, e' di ottenere indicazioni che permettano di individuare punti di miglioramento nei singoli centri''. Rispetto alla prima rilevazione del 2006, infine, e' migliorata la percentuale di diabetici che misura l'emoglobina glicosilata, l'indicatore che valuta l'efficacia della cura: risulta infatti superiore al 90% (94,7% nel tipo 1 e 92,3% nel tipo 2) rispetto all'84% di cinque anni fa.