Defibrillatori: un Ddl per aumentarne la diffusione extra ospedaliera

| 26/10/2010 19:54

cardiologia medicina sanità-pubblica

Una ogni 19 minuti: sono le morti per arresto cardiaco improvviso in Italia, per un totale di 60.000 vittime ogni anno. La percentuale di sopravvivenza e' inferiore al 2%, dal momento che i soccorsi non arrivano in tempo per eseguire con successo la defibrillazione elettrica. Sono alcuni dei dati presentati al dibattito promosso dall'Associazione parlamentare per la tutela e la promozione del diritto alla prevenzione, dall'associazione Conacuore onlus e da Medtronic dal titolo: 'Defibrillazione precoce: tra qualita' e integrazione', tenutosi oggi a Roma. Ogni minuto di ritardo nel somministrare la scarica elettrica che ripristina la normale attivita' cardiaca, ricordano gli esperti, riduce del 5-10% le possibilita' di riavviare il cuore.

 La tempestivita' dell'intervento e' quindi un punto cruciale. 'Con l'ultimo ddl - ha dichiarato Antonio Tomassini, Presidente XII Commissione Permanente Igiene e Sanita' del Senato della Repubblica - si riconosce l'importanza di diffondere ulteriormente l'utilizzo extraospedaliero della defibrillazione precoce, ampliando il numero dei soccorritori 'non medici' con percorsi di formazione diffusi e di facile accesso'. A chi frequenta il corso, di poche ore, viene rilasciata l'autorizzazione all'utilizzo del dispositivo. Ad oggi la legge prevede che i soggetti autorizzati a organizzare i corsi siano le asl, le forze dell'ordine, il personale della rete del 118 e le associazioni di volontari che istituiscono rapporti privilegiati con questi enti. Un campo, secondo gli addetti ai lavori, troppo ristretto. 'La nostra istanza - ha concluso Vincenzo Castelli, vicepresidente di Conacuore Onlus - e' che si estenda la base di coloro, onlus e associazioni di volontariato in primis, che possano impartire corsi gratuiti. Altro problema e' il riconoscimento nazionale del diploma: ad oggi, quello conseguito in una Regione potrebbe non essere valido in un'altra, esponendo chi generosamente si prodiga in un soccorso cosi' impegnativo'. Infine mancano, secondo gli esperti, i defibrillatori nei grandi luoghi pubblici come gli aeroporti, le navi da crociera, i club sportivi, i supermercati e, soprattutto, le scuole.