Brunetta: la Cgil ostacola i certificati online perché vuole soldi. Cozza: con Fazio si cambia

Silvio Campione | 27/10/2010 20:18

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"La Cgil Funzione pubblica dei medici si è messa di traverso al processo modernizzatore dei certificati medici online" perché volevano "dei soldi in cambio". Il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, a un convegno sulle Tlc, dice che "il sindacato ha ritardato ferocemente" questa iniziativa perché è "un processo che provoca uno stress psicologico e culturale" che esige dei soldi in più. "Soldi non ce ne sono-  aggiunge Brunetta-,  ma noi andiamo avanti anche se la Cgil si comporta come se stesse dalla parte dei conservatori".

Intanto sull’incontro di oggi tra sindacati e Fazio, il segretario della Cgil Medici Cozza afferma:  "E' passato un anno da quando avevamo chiesto un incontro al Governo per affrontare le problematiche relative ai certificati di malattia on line, ma l'unica risposta sono stati solo gli insulti del ministro Renato Brunetta, e il sistema annaspa- dice il sindacalista -. Finalmente con l'intervento del ministro Ferruccio Fazio si cambia metodo. Oggi  si tiene infatti il primo tavolo tecnico tra sindacati medici e ministero della Salute per esaminare tutte le problematiche ancora da risolvere, per arrivare all'obiettivo condiviso del sistema telematico di trasmissione dei certificati di malattia, e senza penalizzare il lavoro del medico e l'assistenza ai cittadini".

Tutto questo, continua Cozza, mentre "la confusione regna sovrana al ministero della Pubblica amministrazione. Nella relazione al Parlamento sullo stato della Pa presentata il 21 ottobre 2010 si afferma che l'obbligo dell'invio telematico diverrà operativo per i 13 milioni di lavoratori privati solo nei prossimi mesi 'come previsto dal disegno di legge collegato alla legge finanziaria 2010'".

Conclude Cozza: "Informiamo il ministero della Pa che il 19 ottobre 2010, due giorni prima, il Parlamento ha definitivamente approvato il ddl Lavoro, nel quale all'articolo 25 è già sancita l'obbligatorietà per i privati".

“Domani la Cgil incontrerà il ministro Fazio? Il conservatorismo impotente della coppia Cozza-Preiti potrebbe farci solo tenerezza, se non costituisse invece la triste conferma di quanto la Cgil Medici operi ormai in un mondo tutto suo, estraneo alla realtà e alle esigenze dei cittadini italiani" incalza Vittorio Pezzuto, portavoce del ministro Brunetta, e aggiunge: "Sui certificati medici online i nostri due simpatici interlocutori hanno ingaggiato e perduto una stupida battaglia di retroguardia. Ammettano di aver toppato la diagnosi e si rassegnino alla piena unità di intenti e di azione dei ministri Brunetta e Fazio".

Sono finora 1.163.011 i certificati di malattia dei lavoratori pubblici e privati italiani inviati all'Inps online, con il nuovo sistema di trasmissione telematica, come riferisce il ministero della Pubblica amministrazione e innovazione, citando "dati ufficiali forniti dall'Inps". Solo nell'ultima settimana, sottolinea il ministero in una nota, sono stati inviati via web oltre 150 mila certificati, di cui 25.783 nelle ultime 24 ore, con un flusso medio giornaliero di circa 21.500 unità. Del volume complessivo di certificati di malattia trasmessi online, 495.805 sono stati inviati in Lombardia, 144.526 nel Lazio, 87.072 in Veneto, 63.123 in Campania, 55.002 in Sicilia, 54.681 in Emilia Romagna, 50.831 nelle Marche, 27.452 in Piemonte, 26.622 in Abruzzo, 26.162 nella Provincia di Bolzano, 24.039 in Puglia, 21.368 in Calabria, 20.377 in Toscana, 12.957 nella Provincia di Trento, 12.585 in Liguria, 10.038 in Basilicata, 9.241 in Sardegna, 9.161 in Umbria, 5.246 in Valle d'Aosta, 3.684 in Molise e 3.039 in Friuli Venezia Giulia. Da inizio ottobre, continua il ministero, è stato quotidianamente trasmesso per via telematica il 58% dei certificati di malattia dei lavoratori privati iscritti all'Inps che erano stati inviati per via cartacea nello stesso periodo dell'anno scorso. In Lombardia e nel Lazio il numero medio giornaliero di certificati telematici è largamente superiore a quello dei certificati cartacei spediti nello stesso periodo del 2009. Il tasso di copertura del digitale risulta compreso tra il 55% e il 60% in Sicilia, nelle Marche e in Veneto. In Basilicata, Abruzzo, Valle d'Aosta, Trentino Alto Adige, Molise e Campania i certificati di malattia online rappresentano invece una quota compresa tra il 40% e il 50% del totale dei certificati cartacei giornalmente acquisiti un anno fa. Clicchi qui per commentare.