50 anni di valvola salva cuore. Come è cambiata la tecnica di impianto negli anni

Redazione DottNet | 28/10/2010 10:05

arteria cardiologia emodinamica

Assomigliava a una gabbietta per tappo da champagne. Sono passati 50 anni dal debutto della prima valvola “salva cuore”. Da allora ha fatto molta strada. Oggi le tecniche chirurgiche per impiantarla sono sempre meno invasive: a settembre l'ultimo passo avanti, con la pubblicazione sul 'New England Journal of Medicine' di un articolo sulla Tavi, questo il nome dell'innovativa tecnica con la quale è oggi possibile intervenire, senza aprire il torace, per sostituire una valvola cardiaca (quella aortica), da cui il nome Transcatheter Aortic Valve Implantation. Il primo impianto di una valvola cardiaca è datato 21 settembre 1960. Il bisturi era quello del cardiochirurgo americano Albert Starr,che insieme all'ingegnere idraulico Miles Lowell Edwards aveva messo a punto la prima valvola sostitutiva meccanica. Esattamente 50 anni dopo, lo studio 'Partner' confronta la tecnica mininvasiva con la terapia farmacologica o di valvuloplastica percutanea, riservate ai pazienti che non possono essere sottoposti all'intervento chirurgico a cuore aperto. I dati di riduzione della mortalità per tutte le cause mostrati dallo studio accreditano l'impianto transcatetere con valvola espandibile con pallone "come il trattamento di elezione per i pazienti con stenosi aortica che non possono essere sottoposti a intervento chirurgico", spiegano gli esperti.

Dopo 12 mesi, evidenzia lo studio, la mortalità nei pazienti trattati tradizionalmente è stata del 50,7%, mentre con la Tavi è stata del 30,7%, 20 punti percentuali in meno, pari a una riduzione della mortalità del 39,4%. "Questi pazienti inoperabili per età e malattie concomitanti - sottolinea Giuseppe Guagliumi, presidente della Società italiana di cardiologia invasiva (Sici-Gise) - se lasciati in sola terapia medica hanno una prognosi molto severa, con una mortalità ad un anno molto elevata. Proprio per loro la Tavi è una soluzione efficace". Nel 2009 in Italia sono state effettuate 1.076 Tavi. "Nei primi sei mesi del 2010 - prosegue lo specialista - siamo già ad oltre 800 interventi. Siamo in linea con gli altri Paesi europei. Ma con una migliore programmazione, che permetta di ottimizzare esperienze e professionalità, e con risorse adeguate a favore dei centri idonei, l'Italia sarebbe in grado di fare ancora meglio". I vantaggi della tecnica Tavi? "E' possibile programmare l'intervento in modo che il paziente sia ricoverato il martedì, venga sottoposto alla Tavi il mercoledì, torni a casa sabato e il lunedì successivo sia pronto per tornare alle sue normali attività. In pratica in una settimana si risolve tutto", spiega Antonio Colombo, direttore del Dipartimento cardiologia interventistica ed emodinamica all'ospedale San Raffaele di Milano e direttore del Laboratorio emodinamica del Centro cuore Columbus di Milano. L'intervento consiste nel posizionamento di una nuova valvola all'interno di quella danneggiata per mezzo di un catetere attraverso due possibili vie di accesso: la trans-femorale o la trans-apicale . Nel primo caso si passa dall'inguine attraverso l'arteria femorale. Nel secondo attraverso un piccolo taglio nel torace in corrispondenza della punta del cuore.

Fonte: Adnkronos

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