Certificati online, dalla riunione con i sindacati emergono le criticità: banda larga e pronto soccorso i problemi più evidenti. Brunetta: da solo non ce la faccio

Sindacato | Silvio Campione | 29/10/2010 11:04

Strutture di emergenza, in particolare i pronto soccorso, visite domiciliari, e ruolo dei medici di famiglia che operano in zone non coperte dalla banda larga. Sono alcune delle criticità emerse nell'incontro che si è svolto ieri mattina tra le sigle sindacali di categoria e rappresentanti del ministero della Salute sulle nuove modalità di trasmissione dei certificati di malattia per i lavoratori dipendenti pubblici e privati. Un incontro di carattere tecnico, a cui ne seguiranno altri, ma che ha consentito di evidenziare una serie di problemi che dovranno essere risolti prima del 31 gennaio 2011, quando partiranno le sanzioni per i medici inadempienti.

 "L'incontro rappresenta certamente un passo in avanti perché ha consentito di mettere sul tavolo tutta una serie di problematiche", spiega il leader della Fp-Cgil, Massimo Cozza, sottolineando che uno dei problemi più urgenti da risolvere è quello che riguarda la gestione dei "Pronto soccorso, dove bisognerà stare attenti a non penalizzare l'assistenza". Tra le altre questioni di affrontare, aggiunge il sindacalista, quelle relative "ai medici di famiglia che operano in zone non coperte da banda larga e alle postazioni di guardia medica privi di sistemi informatici. Senza contare i call center, dove il problema è facilmente risolvibile con un aumento di personale". Critica l'Anaao-Assomed, secondo la quale "le strutture di emergenza non dovrebbero svolgere questo tipo di attività". Nei "Pronto soccorso, ad esempio - spiega il rappresentante dell'Anaao Giorgio Cavallero che ha partecipato alla riunione - ci sono 30 milioni di passaggi, se uno si mette anche a fare i certificati web il sistema rischia di collassare". Per questo, conclude Cavallero, "noi chiediamo una proroga delle sanzioni ma soprattutto che queste sanzioni siano applicabili solo nei luoghi dove l'operatore ha la possibilità di agire e svolgere il proprio compito senza problemi". Ora il ministero della Salute, in collaborazione e in sinergia con quello della Pubblica amministrazione e innovazione, l'Inps e le Regioni, si metterà al lavoro per raggiungere l'obiettivo prefissato dal tavolo: mettere a punto il sistema senza penalizzare il lavoro dei medici, garantendo allo stesso tempo l'assistenza al cittadino. Sull'obiettivo da raggiungere, nei giorni scorsi, il ministro della Salute Ferruccio Fazio si è detto ottimista. "Ora - aveva aggiunto - si tratta di avviare un percorso condiviso per superare i problemi e mettere concretamente in atto il nuovo sistema di certificazione malattia telematica". Brunetta risponde a distanza: “Una Pa inefficiente ha ricadute negative sui cittadini e sulle imprese mentre una Pa efficiente aumenta la coesione sociale, la trasparenza e la democrazia". “Ma soprattutto avere un'amministrazione pubblica che funziona si inserisce in quelle riforme a costo zero che servono al Paese per tornare a crescere dando subito un impatto positivo", precisa il ministro Renato Brunetta. Secondo il quale proprio perché si tratta di una riforma che "fa risparmiare ci dovrebbe essere il più grande consenso possibile e invece la sua 'rivoluzione' è incorsa sin dall'inizio in resistenze spaventose non solo dagli stakeholders e dagli attori del sistema ma anche dai "sindacati". In particolare il ministro se l'è presa con la Cgil che "si è messa ferocemente di traverso anche in maniera radicale e macchiettistica". Una posizione "di contrasto", quella di corso d'Italia, che continua oggi sulla questione dei "certificati medici on line". Eppure "negare la nostra buona volontà su una riforma che ha come valori la meritocrazia e la trasparenza è negare l'evidenza", dice ancora il ministro. Brunetta ha quindi ricordato le "battaglie" già vinte, come quella "sull'assenteismo" che è stata "il catalizzatore di tutto il processo di innovazione della Pubblica amministrazione". Producendo "uno shock culturale, politico e cognitivo" che ha fatto capire in primis "all'opinione pubblica" come "cambiare si può anche nella Pa". Ma ora, ha sottolineato il titolare di Palazzo Vidoni, "da solo non ce la faccio. Andare avanti richiede alleanze mentre troppi nemici stanno in attesa come i portatori sani di rendite clientelari e i conservatori". "Io non ho altre cartucce se non la comunicazione – conclude Brunetta -, quindi ora spero che qualcosa cambi perché se vogliamo dare risposte in tempi brevi per recuperare il gap di crescita questa è la strada fondamentale".  "Un incontro proficuo, ed anche se tardivo, necessario. Unitariamente, i sindacati della dirigenza e della convenzionata, hanno messo sul tavolo tutti i nodi irrisolti derivanti dal nuovo sistema di invio online dei certificati di malattia e trovato un interlocutore attento e preparato. Come Smi abbiamo ribadito che la logica delle sanzioni e' sbagliata, punitiva e controproducente". Lo ha detto Giuseppe Tortora, vicesegretario nazionale Smi, alla fine dell'incontro tenutosi al ministero della Salute con i rappresentanti di tutte le organizzazioni sindacali e i dirigenti del ministero stesso. "I problemi - spiega - li abbiamo ribaditi in molte occasioni: la capillarita' e la qualita' della rete (internet) sul territorio nazionale, la reperibilita', la questione dei sostituti, le carenze di supporto tecnologico e strutturale in molte aziende sanitarie, ospedaliere e in moltissimi ambulatori, il nodo dei Pronto Soccorso. Tutti punti che sono rimasti in questi mesi inevasi"."Da registrare, in questo ritrovato clima di dialogo - sottolinea Tortora -, anche la presentazione da parte del senatore Vizzini, grazie all'impegno della Fnomceo, di un emendamento al ddl 'Sulla semplificazione dei rapporti nella pubblica amministrazioneà', che modifica appunto il regime sanzionatorio nei confronti dei medici, previsto dalla vigente legge Brunetta, per quanto riguarda proprio l'invio dei certificati. Ci auguriamo che la proposta segua il suo iter. Uno degli obiettivi, ed oggi lo abbiamo sottolineato piu' volte, e' anche il ristabilimento del volume cartaceo, il rinvio a contratti e convenzioni per stabilire le modalita' di intervento sui cosiddetti medici 'inadempienti' e la definizione di un graduale, seppur celere, percorso di assestamento del periodo di messa a regime. I problemi sono tanti, vanno affrontati e risolti, magari, pero', evitando le sterili polemiche e la logica degli annunci sui giornali, d'altronde, alla lunga, i nodi vengono sempre al pettine.
Oggi abbiamo finalmente aperto una nuova fase, ci auguriamo che sia la prima tappa di un fruttuoso percorso".  "Sui certificati online si è
fatto un piccolo passo in avanti: il ministro della Salute Ferruccio
Fazio ha mantenuto la promessa convocando i sindacati dei medici, ma
ora è necessario che anche le aziende e le Regioni seguano il suo
esempio e facciano lo stesso". Il presidente Cimo-Asmd, Riccardo
Cassi, ha commentato positivamente il vertice tra i rappresentanti del
ministero della Salute e i sindacati sui problemi rimasti irrisolti
nella trasmissione dei certificati online dopo la scadenza dei lavori
della Commissione di collaudo lo scorso 15 settembre, ma ha
sollecitato un rapido incontro anche con gli altri soggetti
interessati. "Siamo soddisfatti che si siano attivati tre tavoli tra
ministeri e Regioni per esaminare gli aspetti tecnico-funzionali, gli
aspetti organizzativi e gli aspetti sanzionatori - ha proseguito Cassi
- ma ci chiediamo perché da quei tavoli siano stati esclusi i
rappresentanti dei medici, cosa che la Cimo aveva già sollecitato a
fine agosto". "Per risolvere le criticità specifiche dei medici dipendenti -
secondo il presidente Cimo-Asmd - occorrono misure organizzative ad
hoc che non possono essere prese senza la collaborazione di chi, tutti
i giorni, lavora a stretto contatto con i bisogni delle persone che si
rivolgono al Sistema sanitario nazionale e vive in prima persona i
problemi e l'aggravio di lavoro che toglie tempo all'assistenza dei
malati. Sono le aziende, come abbiamo ribadito più volte, che devono
fornire gli strumenti necessario all'invio telematico dei certificati
e mettere i medici in condizione di lavorare e di assistere i pazienti
nel modo più adeguato", conclude. Clicchi qui per commentare.

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