Prestazioni mediche in farmacia, no della Fnomceo. Fofi: la telemedicina è un vantaggio per i pazienti

Redazione DottNet | 29/10/2010 09:42

Slitta al 6 novembre l'esame dei decreti sui nuovi servizi in farmacia da parte delle Regioni. E sui provvedimenti attuativi del ministro Fazio prende posizione anche la Federazione degli ordini dei medici (Fnomceo), che da' luce verde al decreto su infermieri e fisioterapisti ma mette il rosso alle prestazioni di telemedicina in farmacia. I medici annunciano iniziative affinché il testo venga modificato. “Per quanto concerne la presenza di altri professionisti sanitari' spiega il presidente della Federazione, Amedeo Bianco 'il decreto prende atto delle preoccupazioni che avevamo espresso e giustamente subordina alla prescrizione del medico le prestazioni erogabili in farmacia da questi operatori”.

Perplessità, invece, sul provvedimento che elenca le attrezzature diagnostiche di cui i titolari si potranno dotare, soprattutto per quanto concerne le analisi a distanza. “La nostra convinzione prosegue Bianco è che la telemedicina offra opportunità meravigliose, ma vada riservata a un contesto chiaramente clinico. Altrimenti si prefigurano rischi per il paziente che è meglio non correre: un esame cardiologico a distanza con esito negativo potrebbe portare alla sottovalutazione di sintomi che invece non sfuggirebbero laddove è assicurata la presenza di un medico. Scriveremo alle Regioni e al ministero della Salute per chiedere modifiche”. "La dichiarazione del presidente Bianco mi ha profondamente stupito: la telemedicina è nata, con le prime missioni della Nasa con uomini a bordo, proprio per consentire a personale non medico di trasmettere i dati dei parametri vitali e di indagini diagnostiche ai medici del centro di controllo missione". Questo il commento di Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani alle dichiarazioni del presidente della Fnomceo. "Il mio stupore aumenta se si considera che fin dall'inizio la Federazione degli Ordini dei Medici e il Collegio professionale degli Infermieri hanno partecipato alla discussione sui nuovi servizi anche nelle sedi ufficiali e, quindi, la proposta di ricorrere alla telemedicina, nel pieno rispetto delle competenze di tutti, era nota da tempo. Comprendo che le novità possano sempre incontrare resistenze, ma ritengo che anziché porre dei veti sia il caso di procedere a un approccio tecnico alla materia, fissando procedure e standard per ottenere la massima sicurezza possibile per il cittadino, come è ovvio debba essere quando si crea un'alleanza tra professionisti della sanità. Quando si passa alle questioni concrete, molti pregiudizi vengono a cadere". Clicchi qui per commentare.

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