Piano liste di attesa: la conferenza delle regioni approva. Tempi stretti per cardiologia e oncologia

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 28/10/2010 17:37

La Conferenza delle Regioni ha approvato il Piano nazionale di governo delle liste di attesa 2010-2012 che sostituisce quello che le Regioni avevano recepito nel 2006. Lo ha reso noto il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Vasco Errani, al termine della seduta odierna della Conferenza. 'Il Piano contiene una serie di punti che alcune Regioni stanno già attuando - spiega Catiuscia Marini, presidente della Regione Umbria - e prevede linee stringenti soprattutto per quanto riguarda l'area cardiovascolare e la oncologica, con tempi massimi di attesa che non potranno superare i 30 giorni'.

 Il Piano, come ha spiegato il presidente Marini, aggiorna l'elenco delle prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale e di assistenza ospedaliera per le quali le Regioni dovranno fissare i temi massimi nell'ambito del proprio Piano. In caso di mancata fissazione da parte delle Regioni dei tempi massimi, si applicheranno i parametri temporali (30 giorni per le diagnostiche e 60 per le strumentali) determinati nel Piano. Per i percorsi diagnostico terapetici, il Piano individua le aree cardiovascolare e oncologica quali prioritarie e fissa i tempi massimi di attesa a garanzia della tempestività della diagnosi e del trattamento che non potranno essere superiori ai 30 giorni per la fase diagnostica e 30 giorni per l'inizio della terapia dal momento dell'indicazione clinica per almeno il 90% dei pazienti. Il Piano prevede anche l'utilizzo di una quota delle risorse per realizzare il Centro unico di prenotazione. Individua poi una serie di strumenti per la rilevazione e il monitoraggio dei tempi di attesa. Infine, promuove l'acquisto delle prestazioni erogate in regime libero professionale dai professionisti all'interno dell'azienda nell'ambito del governo delle liste d'attesa. A tal fine le regioni individueranno dei Pacchetti ambulatoriali complessi (pac), promuovendone l'erogazione con il day service. Questi percorsi saranno definiti sulla base delle linee guida nazionali e internazionali.
Il tutto dovrà avvenire con l'organizzazione in rete anche delle strutture presenti sul territorio, i centri periferici e di riferimento. Per quanto riguarda l'ambito oncologico ci sarà anche il coordinamento con i servizi territoriali di assistenza domiciliare, riabilitativa e delle cure palliative. Dopo la prima visita specialistica, da garantire entro i tempi massimi stabiliti nel piano, e confermato il sospetto clinico formulato, si dovrà avviare il pdt.
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