Pharma Market: fatturato aziendale del terzo trimestre 2010

Aziende | Adelaide Terracciano | 29/10/2010 11:09

Bilancio in positivo per Sanofi- Aventis e Eli Lilly nel terzo trimestre 2010. Il colosso farmaceutico francese Sanofi-Aventis, infatti, chiude il terzo trimestre dell'anno con un utile netto attribuibile agli azionisti in crescita a oltre 1,6 miliardi di euro (+13,4% rispetto allo stesso periodo 2009), su un fatturato in aumento a 7,8 miliardi (+5,7%). Viste le performance, l'azienda corregge al rialzo le stime per l'intero esercizio 2010. A fine anno, si legge in una nota del gruppo parigino, l'utile per azione è atteso in crescita entro un range dello 0-2%. Una previsione che tiene conto della competizione dei generici sul mercato Usa. Il trimestre, sottolinea il Ceo Christopher A. Viehbacher, è stato caratterizzato dal successo del lancio dell'anticancro Jevtana* (cabazitaxel) negli Stati Uniti, dai dati positivi di fase III sull'antidiabetico lixisenatide e sull'anti-sclerosi teriflunomide, ma anche dall'introduzione dell'equivalente dell'anticoagulante Lovenox* (enoxaparina) negli Stati Uniti. Fra gli eventi salienti del periodo in esame, il manager ha ricordato anche l'Opa sull'americana Genzyme. L'offerta, lanciata dopo il fallimento delle trattative iniziali con il board della società americana, ammonta a 18,5 miliardi di dollari (69 dollari per azione) ed è ritenuta da Genzyme troppo bassa. Dal canto suo, il Ceo di Sanofi resta convinto che il valore dell'offerta sia adeguato.

Eli Lilly invece registra nel terzo trimestre del 2010 una crescita dell'utile netto calcolato su base Gaap pari al 38% rispetto allo stesso periodo del 2009, con un valore di 1,3 miliardi di dollari contro 941 milioni. L'utile netto per azione è invece di 1,18 dollari, in crescita del 37% rispetto agli 86 centesimi del terzo trimestre dello scorso anno. Il fatturato totale dell'azienda con base a Indianapolis risulta in progressione del 2% a 5,65 miliardi di dollari contro i 5,56 del terzo trimestre 2009. Il fatturato dell'unità Salute animale registra però un balzo del 12%. Le previsioni per l'esercizio 2010 stimano un utile netto per azione fra 4,55 e 4,65 dollari. Bilancio in negativo per Amgen e Astrazeneca nel terzo trimestre 2010. Amgen registra nel terzo trimestre del 2010 un utile netto in calo del 14% a 1,313 miliardi di dollari, contro i 1,518 miliardi dello stesso periodo del 2009. Il fatturato rimane invece quasi invariato a 3,816 miliardi di dollari, rispetto ai 3,812 miliardi nel terzo trimestre dello scorso anno. Il risultato riflette il calo di vendite di alcuni farmaci come gli anti-anemia Aranesp* (darbepoetina alfa), in flessione del 9% a 623 milioni di dollari, ed Epogen*(epoetina alfa), in diminuzione del 2% a 653 millioni. Deludenti anche le vendite dell'anti-osteoporosi Prolia* (denosumab), approvato quest'anno in Usa ed Europa, pari a 10 milioni di dollari. Nel terzo trimestre 2010 il gruppo farmaceutico AstraZeneca registra un utile netto pari a 1,5 miliardi di dollari, in calo del 12% (11% a tassi di cambio costante) rispetto allo stesso periodo 2009. Il fatturato scende a 7,9 miliardi (-4%, -2% a tassi di cambio costante). Il gruppo anglo-svedese spiega in una nota che i ricavi hanno risentito della concorrenza dei generici negli Usa, come pure dell'assenza dei proventi legati al vaccino contro l'influenza pandemica A/H1N1, che avevano influito positivamente sull'andamento del terzo trimestre 2009. Sui dati del periodo sotto esame, inoltre, impattano costi di ristrutturazione e spese legali per 473 milioni di dollari legate al contenzioso sull'antipsicotico Seroquel* (quetiapina). "Continuiamo fermamente a proseguire verso il raggiungimento dei target finanziari che ci siamo posti per l'intero esercizio", commenta il Ceo di AstraZeneca David Brennan. Se infatti, "come previsto", l'andamento negli Usa è stato compromesso da alcuni "elementi di criticità", precisa il manager, "nel terzo trimestre i ricavi hanno registrato una crescita a due cifre nei mercati emergenti e sono aumentati anche in Europa occidentale e nei mercati consolidati nel Resto del Mondo". La società aggiorna infine al rialzo le attese sull'utile per azione 'core' a fine 2010, stimando un valore nel range 6,50-6,65 dollari.

Fonte: AdnKronos

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